Il Tirreno

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«La Faenzi ha dimezzato il consenso»

«La Faenzi ha dimezzato il consenso»

Farnetani risponde alla provocazione della parlamentare: non si vede da due anni in paese

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CASTIGLIONE. Un fiume un piena, come forse non si era mai visto. Non ha perso tempo Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione, a rispondere alla provocazione dell’inaugurazione dell’Orto del Lilli avvenuta sabato da parte di Monica Faenzi, la confermata parlamentare del Pdl che, tornata per un giorno in paese ha voluto marcare il territorio, cercando di rinsaldare le proprie truppe, forse allo sbando negli ultimi due anni. Farnetani, con una propria lettera, è quasi sarcastico nel rispondere punto su punto, e andando oltre alle affermazioni dell’ex sindaco: «La Faenzi è tornata. A comodo suo. Inscenando un siparietto con tanto di forbici, nastro tricolore e mazzo di fiori. Eravamo convinti che cinque anni in Parlamento l’avessero elevata, insegnandole a parlare di politica senza megafono, senza dichiarazioni farneticanti, senza frasi buttate nella mischia con il solo scopo di fare effetto. Pensavamo di ritrovare una donna matura, piena di sostanza e invece ci troviamo di fronte alle grida solitarie di chi crede che oggi ai cittadini serva ancora quella politica fatta di colpi di teatro». Poi il primo cittadino spiega le magagne che ancora insistono sulla piazza: «In un momento storico in cui persino gli esponenti del suo partito invitano al dialogo per il bene della gente, la signora grossetana ci pone di fronte la questione della mancata inaugurazione della piazza dell’Orto del Lilli, pessimo esempio di luogo ad utilità pubblica: a tutt’oggi non soddisfa i requisiti tecnici di sicurezza grazie alle continue modifiche attuate dalla sua giunta. Questo sarebbe il preludio alle sue argomentazioni politiche? Questa sarebbe la sua proposta alternativa? Penso che Castiglione meriti di più. Di più di una signora che si è dimenticata persino la strada che porta al nostro paese e che, da oltre due anni, ha lasciato senza indugi né rimpianti. Adesso è tornata però. Agguerrita dice. E fino ad ora? Affaccendata nelle sue vicende politiche non si è posta domande né si è presa la premura di dare risposte. Non mi servite più e basta». Poi il sindaco si permette un’altra battuta: «La Faenzi dimostra ancora una volta la sua totale ignoranza riguardo le questioni castiglionesi, scambiando la lottizzazione Santa Maria con il Peep omonimo: una materia oscura quest’ultima per chi, in dieci anni di governo, non è riuscito a realizzare neanche un alloggio di edilizia pubblica per residenti». Stessa cosa sulla casa di riposo: «Dimentica anche che il cartello che annunciava l’imminente inizio dei lavori fuori da quella che sarebbe dovuta essere la casa di riposo per gli anziani: meno male che è stato portato via dal vento, come tutte le sue promesse. Fa confusione, gira le tre carte convinta che i castiglionesi siano senza memoria, che basterà alzare la voce per farla da padrona». Farnetani ricorda i conti lasciati da pagare dalla Faenzi: «Quando siamo entrati, nel maggio 2011, abbiamo trovato fatture da pagare per interventi realizzati negli anni precedenti pari a circa 3 milioni 955 mila euro di cui 1 milione e 500 mila euro al titolo secondo con imprese che giustamente bussavano ogni giorno alle porte dei nostri uffici rivendicando i loro crediti, il tutto a scapito del nostro programma di opere pubbliche. E abbiamo ricevuto due segnalazioni dalla Corte dei Conti, per una sovrastima delle entrate riferite al bilancio di previsione, approvato dalla giunta Faenzi, e mi spiace che un parlamentare giochi su parole come “buco di bilancio”, ben sapendo che invece con il Patto di stabilità, scaricava sulle ditte rimandando il pagamento, cosa che invece noi abbiamo onorato». Sui dati delle votazioni chiude il sindaco: «Mi chiede le dimissioni? Semmai i castiglionesi hanno valutato il suo operato e lo hanno “premiato” dimezzando il consenso del 2008 a lei e al suo partito».

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