Sicurezza
«Sono un errore i lavori del Consorzio»
Michele Scola (Italia Nostra) contesta le escavazioni: aumenta il rischio di esondazioni
GROSSETO. Italia Nostra, con Michele Scola, torna a contestare i lavori fatti dal Consorzio di Bonifica in alcuni torrenti della zona. Ritiene che, così come sono fatti, aumentino il rischio di alluvione, perché la velocità dello scorrimento delle acque è maggiore.
«Il torrente Rigo è di nuovo oggetto di disboscamenti indiscriminati ed escavazioni dell'alveo che lo stanno riducendo ad una fossa di scolo. Gli esperti di idrologia, di biologia ed il mondo accademico hanno da tempo preso una netta posizione contro questi interventi distruttivi. La loro efficacia è alquanto dubbia, ma la loro dannosità è ampiamente dimostrata. Nonostante questo, il Consorzio di Bonifica e la Provincia, di cui si aspetta ancora con ansia la chiusura, continuano a testa bassa a fare la loro politica idraulica autoreferenziale, distruggendo gli ecosistemi acquatici, devastando il paesaggio e innalzando il rischio idrogeologico. Questi lavori attirano infatti milioni di euro, che vengono spesi col solo scopo di garantire anche per gli anni successivi il flusso di denaro pubblico. Il torrente Rigo e il torrente Bai, che si uniscono a formare il torrente Fossa, rappresentavano prima della fine degli anni Novanta, uno dei più belli e ben conservati ecosistemi acquatici di pianura».
«Poi si è cominciato a distruggerlo, disboscando le sponde e rettificando l'alveo. Oggi la corrente corre veloce, il livello del fiume si è abbassato e con esso la falda limitrofa, rendendolo più fragile alla siccità. Questa estate l'alveo si è prosciugato, ed il fiume è morto. In inverno l'acqua arriva invece velocemente alla Bruna, e quindi a Castiglione, causando numerosi danni in caso di piena. Anche i bambini ormai sanno che, aumentando la velocità dell'acqua, diminuisce il tempo di corrivazione, e aumenta la probabilità di piogge critiche che mettono in crisi il bacino. La zone a valle dell'intervento subiranno inoltre maggiori afflussi di piena (e a valle del Rigo c'è la zona del Madonnino), e quelle a monte maggiore erosione del suolo, con pericolo di frane.L'alluvione di Albinia non ha ancora insegnato che i fiumi violentati, come è successo all'Elsa, si riprendono prima o poi il loro equilibrio alterato dall'uomo. Serve una seria politica di tutela del territorio e del paesaggio, ponendo fine alle devastazioni e allo spreco di risorse».
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