Sicurezza
Rimozione Concordia, tempi incerti
Il consiglio comunale aperto con i tecnici della Titan: «Dare oggi una data sarebbe un vero e proprio azzardo»
ISOLA DEL GIGLIO. Quale sia il domani del quale aver certezza, all’isola del Giglio ancora non lo sanno. Perché le certezze, quelle che sarebbero dovute venire fuori dal consiglio comunale aperto organizzato dal sindaco Ortelli alla Rocca, sono mancate.
I gigliesi che vivono sull’isola ieri pomeriggio hanno si sono arrampicati fino a Castello per sapere cosa ne sarà della Concordia. All’ultima curva prima di raggiungere la piazza si perde la vista della nave. Nel paese che domina la collina dell’isola sembra di essere da un’altra parte: da lassù la nave non si vede. Da lassù, il naufragio è relegato al mondo degli incubi. E invece, la Concordia è ancora lì a Punta Gabbinara. E i gigliesi vogliono che venga tolta al più presto. Si era parlato di settembre. «Non possiamo dare certezze - ha spiegato Alvaro Guidotti della Titan - il mese di marzo sarà decisivo. Oggi però, dare dei tempi certi e parlare di date sarebbe un azzardo». Una risposta, quella di Guidotti, che ha gelato la sala. La nave non sarebbe più dovuto essere lì. Naufragata più di un anno fa, il relitto sarebbe dovuto essere rimosso nell’arco di dieci mesi. E invece i lavori sono ancora in corso e durante il mese di marzo si continuerà a trivellare il fondale per per fissare i pali si cui dovranno essere ancorate le sei piattaforme, tre piccole e tre grandi, per tirare su lo scafo. Due delle piattaforme più piccole (la 5 e la 6) sono già pronte. Proseguono le trivellazioni per la 4. Sulla chiglia della nave intanto sono state posate alcune piastre di rinforzo su cui saranno passate le catene per la rotazione. Prosegue il monitoraggio dei fondali e quello delle acque interne.
Quello che è rimasto dentro la nave fa paura. Ci sono idrocarburi, ci sono metalli pesanti e anche materiale organico in decomposizione. Il rischio contaminazione è quello che ha tenuto più con il fiato sospeso sia il sindaco Sergio Ortelli che i gigliesi che vivono di quel mare che deve restare limpido.
«Ad oggi non registriamo un grosso scambio tra acque interne e esterne al relitto della Costa Concordia». A rassicurare il consiglio è stato Domenico Ardizzone dell’università La Sapienza di Roma che coordina il team di monitoraggio ambientale sui lavori di rimozione. «Fin da marzo - ha concluso Ardizzone - saranno pianificate una serie di ulteriori analisi sulle acque interne della nave». Paura di una contaminazione ma anche la sensazione, quanto meno sgradevole, che i rapporti siano cambiati.
Il sindaco Ortelli ha confermato la presenza del Comune nell’Osservatorio. «La nostra presenza in questo organismo non è in discussione ma la comunità gigliese rivendica il diritto a sapere e capire per avere certezze sul suo futuro». Una stoccata diretta alla società Costa, che da un mese a questa parte ha cominciato a “latitare”. Il sindaco, più di un mese fa, aveva chiesto alla compagnia di navigazione di poter utilizzare la società di booking della Costa. Insomma, di mandare qualche turista che si rivolgeva alla società per prenotare una vacanza al mare, all’isola del Giglio.
Ma risposte non ce ne sono state e la promozione della stagione ormai alle porte tocca all’isola. Nella sala del consiglio, però, Costa c’era con il direttore dei lavori Franco Porcellacchia. «Purtroppo continuiamo ad essere preoccupati perchè abbiamo chiuso il 2012 con un calo del 30 per cento di turisti - ha detto Ortelli - Già da tempo abbiamo chiesto a Costa Crociere aiuto per riposizionare il brand Isola del Giglio e supportarci nella nostra promozione turistica. Ma dopo una prima disponibilità questo dialogo si è interrotto per cause che non dipendono da noi e che non conosciamo. Mi auguro, dopo oggi, possano rapidamente riprendere».
Mancano all’appello i turisti, quelli fidelizzati, quelli che passavano l’estate, ogni anno, al Giglio. C’è la nave, invece, che deve essere tolta di lì. Il più presto possibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

