Il Tirreno

Grosseto

Un dirigente comunale tra i 6 indagati per i pontili

di Sabino Zuppa
Un dirigente comunale tra i 6 indagati per i pontili

Contestata l’occupazione di un’area demaniale con installazioni non autorizzate L’Associazione diportisti orbetellani deve rispondere del capanno informazioni

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ORBETELLO. Sono sei le persone indagate per la vicenda del sequestro dei pontili comunali per gli ormeggi sociali di Santa Liberata. Il pubblico ministero Filippo Maffeo, infatti, ha disposto la convalida del sequestro probatorio avvenuto mercoledì scorso quando ad intervenire furono l’ufficio circondariale marittimo di Orbetello e la Polizia Municipale lagunare, i quali misero i sigilli ai circa 250 metri di moduli galleggianti ed alla piattaforma di ingresso con annesso un casottino per le informazioni.

Ad essere indagati sarebbero Donato Mastrodonato, dirigente del Comune di Orbetello, Mario Modesti in qualità di presidente e legale rappresentante dell’Associazione Diportisti Orbetellani che aveva in gestione, ma non in concessione, l’attività di ormeggio, e i quattro titolari delle concessioni demaniale private, localizzate anch’esse a Santa Liberata, che avevano vinto le relative gare indette dall’amministrazione lagunare la scorsa estate. Questi sarebbero Alessandra Bentivoglio, Guglielmo Massandrini, Pierluigi Paolini e Giuseppe Fiorentini, con quest’ultimo nominato dalle autorità giudiziarie come custode delle stesse strutture sequestrate.

Secondo le indagini della Guardia Costiera e dopo lo stesso sopralluogo delle forze dell’ordine, infatti, sarebbe stata rilevata quella che viene ritenuta un’occupazione demaniale marittima in difformità con il titolo concessorio, con l’esecuzione di opere sulla stessa in violazione tre differenti tipologie di infrazione. In primis sembrerebbe esserci la violazione degli articoli n.1161 e n.54 del Codice della Navigazione relativi all’occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e realizzazioni di innovazioni. A seguire la violazione dell’articolo 44 del decreto del presidente della Repubblica 380 del 2001 che fa riferimento a presunti interventi abusivi realizzati su terreno di proprietà dello Stato. Infine quella dell’articolo 181 del decreto legge 42 del 2004, inerente opere realizzate senza l’autorizzazione paesaggistica.

In pratica il pontile destinato agli ormeggi sociali era stato acquistato dai vincitori dei bandi delle concessioni private dello scorso anno, che oltre a finanziarne l’acquisto avrebbero dovuto provvedere sia alla posa che anche allo smontaggio a fine stagione, ed ogni anno per la durata delle concessioni: e questa probabilmente potrebbe essere la motivazione del loro coinvolgimento. L’Ado sembrerebbe stata chiamata in causa per il casottino di informazioni e per la piattaforma di accesso al pontile stesso: probabilmente tali opere rientravano nel rapporto di gestione degli ormeggi sociali che era stato firmato con l’amministrazione lagunare per regolamentare e controllare l’attività di ormeggio sociale relativa a tutti coloro avevano fatto domanda per un posto barca direttamente al Comune. Ma dagli atti di sequestro sembrerebbe emerso anche che tali opere sarebbero risultate prive di permesso a costruire e di relativa autorizzazione paesaggistica, necessaria perché le stesse insistono su un’area sottoposta a tutela ambientale e comunque in difformità al titolo concessorio demaniale marittimo.

Una vicenda che si fa ancor più intricata, dunque, e che a questo punto potrebbe avere sviluppi in tantissime direzioni: soprattutto perché il Comune di Orbetello ha fatto sapere mercoledì scorso, dopo il sequestro, che era in programma una conferenza dei servizi relativa proprio alla soluzione delle problematiche in questione, i cui sviluppi sarebbero stati anche ostacolati dalle vicende legate all’alluvione. Gli interessati, per il momento, non hanno rilasciato commenti ma è possibile che lo faranno nei prossimi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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