Sicurezza
Rivoluzione al Valle Presto “in porto” un gestore unico
Sarà un soggetto solo (o un pool) a occuparsi della rinascita dello scalo dell’Argentario. Piano regolatore entro fine 2013
MONTE ARGENTARIO. Sarà un gestore unico o un pool di gestori a occuparsi del nuovo look e della nuova “vita” del porto del Valle a Porto Santo Stefano.
Dopo l’elezione del presidente dell’Authority regionale, Fabrizio Morelli, le operazioni che porteranno al nuovo piano regolatore portuale dovrebbero subire un’accelerata ed entro la fine dell’anno potrebbe essere pronto il documento in base al quale si avvierà un cambiamento storico che interesserà sia il bacino acqueo portuale che le strutture a terra che insistono su terreni demaniali. Questo perché sarà indetto un bando di rilevanza internazionale da cui uscirà il soggetto che si incaricherà di tutte le opere di ristrutturazione necessarie per rendere più moderno e funzionale lo scalo.
Un’operazione che va avanti da anni e che si era resa necessaria dopo la vicenda del sequestro dei pontili, risolta dall’amministrazione argentarina con la clausola di salvaguardia che ha permesso di ovviare all’assenza storica del piano portuale. E in relazione ai futuri sviluppi, il sindaco Arturo Cerulli sembra molto fiducioso: «Il piano regolatore portuale di Porto Santo Stefano sarà pronto entro la fine del 2013. È da tempo che ci lavoriamo e per questo sarà finito prima di quello relativo a Porto Ercole, per il quale ci vorrà un anno in più - spiega – Per la sua redazione la Regione Toscana ci ha chiesto una presentazione a evidenza pubblica delle nostre intenzioni e i nostri uffici sono già a buon punto per cominciarne l’iter. Ma la cosa più importante è che il porto del Valle necessiterà di tutta una serie di lavori che saranno svolti dal vincitore di un bando pubblico, il quale si occuperà della gestione stessa dello scalo e delle attività a terra». Dunque questa cosa succederà, anche in base alle direttive dell’Authority della Regione, e saranno fatti nuovi moli, escavazioni, riempimenti e anche nuovi locali a terra che dovranno poi nuovamente ospitare le attività che anche adesso esercitano su parte del lungomare. Ci vorranno svariate decine di milioni di euro e la cosa rilevante sarà che non ci saranno più concessioni frammentate, ma una unica di cui si occuperà un solo soggetto. «Certamente nulla vieta che gli operatori locali creino un consorzio che possa partecipare al bando europeo. Questo è quello che mi auspico e so già che ci sono iniziative in atto – continua il sindaco dell’Argentario – anche se è chiaro che noi combatteremo perché ci sia spazio per tutte le tipologie di operatori attualmente presenti. La piccola e la grande pesca, la cantieristica, gli ormeggi sociali: ognuno dovrà continuare ad avere le proprie possibilità di interagire e mi auguro che anche le attività commerciali a terra possano aver ancora i loro spazi».
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