Il Tirreno

Grosseto

«Porto gestito male» Fissata l’udienza contro la proprietà

di Michele Nannini

Le associazioni accusano Promomar e Marina Management responsabili, dicono, di non aver rispettato gli impegni presi

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SCARLINO. Si terrà il 12 marzo al tribunale di Grosseto la prima udienza della causa promossa dalle associazioni “Porto Canale” e “Amici del Porto” del Puntone contro Promomar e Marina Management. Un confronto ormai aspro che si trascina da parecchi anni e che i soci delle due associazioni hanno deciso di portare nelle aule di giustizia. «Solo sogni si sono rivelati essere quelli coltivati dai titolari di tanti posti barca della Marina di Scarlino che hanno ostinatamente sperato di vedere finalmente una proprietà e una gestione del porto e porto canale almeno accettabile – spiegano i portavoce delle due associazioni Franco Cipriani e Giancarlo Cioni - sia per coloro che hanno investito un gruzzoletto per acquistare il posto barca, sia per chi lavora in quelle strutture». Secondo i due gruppi sia la proprietà che la gestione continuano ad essere inattendibili rispetto agli impegni loro imputati. «Si parla – continuano Cipriani e Cioni - di manutenzioni addebitate non fatte o fatte male, spese irragionevoli, talvolta inutili ed eccessivamente elevate, lavori che si trascinano penosamente, quando addirittura non vengono rinviati di anno in anno, provocando il degrado della struttura e di tutte le attrezzature. Persino le piccole opere di manutenzione ordinaria e quelle di pulizia, che vengono lautamente e regolarmente addebitate, scarseggiano, mentre non mancano ad esempio pesanti tariffe dei posteggi che non prevedono quelle forfetizzazioni indispensabili per coloro i quali vorrebbero passare un certo periodo sulle spiagge o nel Porto. In questo quadro desolato latita da anni la realizzazione dell’ urbanizzazione, pur prevista obbligatoriamente dai Comparti approvati dal Comune di Scarlino che parrebbe da par suo aver lasciato scadere un intero quinquennio senza adottare gli atti che aveva il dovere di adottare per tutelare i diritti dei cittadini e degli utenti della zona del Puntone». Le due associazioni, visto quello che definiscono un «deterioramento della situazione» hanno così attivato l’azione legale contro Promomar e Marina Management. «Anche le trattative iniziate dopo aver adito le vie legali si sono arenate davanti al solito muro di gomma di promesse non realizzate, di impegni slittati, di richieste ingiustificate – concludono Cipriani e Cioni - un quadro nel quale gli attori che dovrebbero agire sul piano imprenditoriale e su quello della pubblica amministrazione sembrano solo voler lasciar passare il tempo inutilmente. Non resta che sperare che la pressione degli utenti e dei cittadini riesca a risvegliare chi deve agire, altrimenti sarà poi sciocco prendersela con l’antipolitica».

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