Finanza
Fratelli sì, ma anche “coltelli”
Dai “meloniani” attacchi alle giunte del Pd e critiche severe al Pdl
GROSSETO. Non c’è alcuna chiusura al Pdl, ma da oggi ci siamo anche noi: la posizione di Fratelli d’Italia può essere riassunta così.
In Maremma il partito è andato forte: 2,92% al Senato, 2,82 alla Camera, miglior risultato tra i capoluoghi toscani. «Abbiamo fatto una campagna elettorale vecchio stampo _ dice un soddisfatto Fabrizio Rossi, coordinatore provinciale del movimento _ lungo tutto il territorio. Adesso ci struttureremo come un vero partito deve fare. Formeremo circoli e direttivi. Grillo? Ha eroso anche il nostro bacino elettorale, ma dentro il M5s c’è tutto e il contrario di tutto: trovi gente che pochi mesi fa era a destra, altri di estrema sinistra o dei centri sociali».
Intanto alle porte ci sono le amministrative. In Maremma il 26 maggio si voterà per rinnovare i Comuni di Semproniano, Gavorrano e Monte Argentario, ed è proprio quest’ultima località al centro delle attenzioni dei Fratelli d’Italia che non escludono una corsa solitaria. Lì Arturo Cerulli (Pdl) ha già “battezzato” la sua lista. Una lista aperta a tutti, come ricordato da Cerulli stesso, ma che ancora non ha contattato il partito della Meloni. E già si fa il nome di Giulio Tambelli, ex pidiellino oggi in forze proprio a Fdi.
Rossi però frena: «È uno stimato professionista, una persona onesta, ma ancora non c’è nulla di definitivo. Il nostro auspicio è quello di avere un centrodestra unito».
Nel frattempo è lo stesso Tambelli a tornare sul percorso che ha portato lui e altri ad abbandonare il partito del Cav: «Siamo stati sin troppo complici. Troppo buoni a non uscire prima. E molto lo si è fatto per l’amicizia con Luca (Agresti, ndc). Lì si continuavano a dire bugie, quando il Pdl imploderà vedremo che fine faranno quei voti». Poi torna all’Argentario: «Non c’è molta coerenza: hanno fatto sparire i simboli perché crollati nei consensi». Ad analizzare voto e prospettive è anche Gaia De Gregorio, esponente castiglionese del Fdi: «Altro che piccola Svizzera, Castiglione in due anni è morta. Ormai è una piccola Bulgaria. Ci sono potenzialità enormi e non vengono sfruttate. Il Comune ha anche ridotto il suolo pubblico adibito al commercio, un danno per l’economia. Servono invece nuove strutture ricettive, ma il problema è che qui si è indietro: ero piccola e c’era Farnetani sindaco. Sono adulta e c’è ancora lui. Non è cambiato nulla».
Pierfrancesco Angelini, capogruppo del partito in consiglio comunale, punta il dito su Grosseto: «Avevamo presentato una mozione dedicata al centro storico. È stata respinta perché ritenuta generica. Era una semplice richiesta di assumere un preciso indirizzo politico». Chiosa Rossi: «L’Amministrazione tentenna, traballa. Anche i socialisti hanno criticato l’immobilismo della coalizione. E poi: che fine ha fatto la sentenza della Corte dei conti sulle aree Peep?».
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