Il Tirreno

Grosseto

Vigili precari, il Comune stanzia i soldi

Vigili precari, il Comune stanzia i soldi

L’Amministrazione si prepara dopo la sentenza di primo grado di risarcimento di 250mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È passato appena un anno da quando sei vigili urbani (Piera Boaretto, Iacopo Cheli, Vincenzo Ferraro, Diego Morisco, Luana Narmucci e Antonio Rosati) fecero causa al Comune. Erano stati assunti dall’ente più volte e sempre per periodi brevi, con contratti a tempo determinato dalla durata di pochi mesi.

Sino a quando, un bel giorno, finirono per andare tutti quanti a casa: era la fine di un precario labirinto contrattuale ritenuto illegittimo anche dal palazzo di giustizia. E infatti, lo scorso 11 luglio, dal tribunale è uscita una sentenza chiara, con tanto ti successivo atto di pignoramento reso esecutivo il 31 dello stesso mese.

È per queste ragioni che l’Amministrazione, da parte sua, ha deliberato siano messi da parte denari a sufficienza per coprire il risarcimento richiesto «Onde far fronte eventualmente alle decisioni che vorrà adottare il giudice dell’esecuzione del tribunale». La cifra complessiva di cui stiamo parlando non è proprio da sottovalutare. Il “danno” nei confronti dei vecchi dipendenti ammonta a qualcosa come 250 mila euro, spiccioli più, spiccioli meno. Si tratta dell’equivalente di ben 20 mensilità a testa, oltre la rivalutazione in base agli indici Istat, interessi legali e saldo per le spese processuali. Certo, il Comune può sempre fare appello, ma l’indirizzo giudiziario è comunque immediatamente eseguibile. La faccenda – pare evidente - è di quelle destinate a trascinare con sé numerose polemiche. Il primo cittadino, Emilio Bonifazi, a suo tempo disse: «Non è scritto da nessuna parte che una persona che ha lavorato a tempo determinato per un’amministrazione pubblica abbia per questo maturato automaticamente il diritto ad essere assunta senza vincere un regolare concorso o senza possedere i requisiti richiesti, come previsto dalla legge». E invece, almeno per il momento, i tribunali hanno scelto di dare torto al Comune, condannandolo proprio per quella mole di contratti a breve scadenza. Accordi che avevano portato i sei vigili a lavorare per un periodo complessivo pari a 28 mesi, ma senza avere certezza d’assunzione a tempo indeterminato. Cosa purtroppo abbastanza comune di questi tempi, specie in ambito privato. Ma esistono anche casi in cui l’Amministrazione avanza crediti. È quello che accade con l’Arci “Boschi” di via Fabio Massimo. Lì il Comune aveva concesso l’uso dei locali dal 1997 per sei anni, prorogati sino al 2009. Poi però dal circolo hanno smesso di pagare sia il canone d’affitto che le rate condominiali. Adesso la giunta guidata da Bonifazi è rientrata già da qualche tempo in possesso delle stanze, ma intende anche incassare quanto gli è dovuto. Ecco dunque la delibera che avvia un’azione monitoria ai danni dell’Arci. Ne sapremo di più nei prossimi mesi.

Maurizio Bernardini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa