La manifestazione
«Sigilli ai pontili, per noi una doccia fredda»
Il presidente dell’Ado: «Nei nostri incontri con la giunta, nessuno ci aveva mai ventilato sequestri»
ORBETELLO. Che l’associazione diportisti orbetellana non avesse mai avuto vita semplice con i nuovi inquilini di piazza del Plebiscito era cosa ormai risaputa, ma adesso che il Comune lagunare ha messo i sigilli sui pontili di Santa Liberata qualcuno riuscirebbe addirittura a pensare ad una strana forma di accanimento contro di loro.
Nonostante tutte le rassicurazioni dell’amministrazione lagunare sulla volontà di regolarizzare la situazione del diporto sociale nella suddetta area, gli associati si ritrovano adesso nella medesima condizione di un anno fa, con la nuova pesante incertezza di doversi riarruolare in una battaglia burocratica che già una volta li ha portati a mettere le barche in acqua con sommo ritardo rispetto alla stagione estiva.
«Sono stati frequenti gli incontri tra Ado e giunta – dice Mario Modesti, presidente dell’associazione – e ogni volta fondati sulla volontà di risolvere il problema nella futura conferenza dei servizi del prossimo 11 marzo 2013. Cadiamo dalle nuvole con questa notizia del sequestro, poiché nessuno di noi se lo sarebbe aspettato».
Un fulmine a ciel sereno, insomma, senza alcuna chiamata di cortesia da parte del Comune.
«A fine stagione abbiamo iniziato a lavorare affinchè non si ripetessero situazioni analoghe al 2012 – prosegue Modesti – Abbiamo poi rimandato il discorso sul diporto sociale lasciando in pace l’amministrazione, impegnata nella gestione dell’emergenza alluvione, e adesso siamo di nuovo qua. Ci diciamo come sempre collaborativi e propositivi al dialogo, a patto che anche dall’altra parte ci siano capacità e stesse intenzioni».
Infine ecco la beffa: la chiamata in causa dei diportisti nella responsabilità di rimozione degli ormeggi mobili.
«A dispetto di quanto si legge nella nota del Comune – chiude il presidente Modesti – non abbiamo alcuna responsabilità a riguardo, poiché chi doveva occuparsi della dismissione dei pontili erano i loro proprietari (gli stessi che avevano provveduto all’acquisto) che, secondo il bando, avevano poi ceduto il tutto in comodato d’uso all’Ente. In acqua era rimasto soltanto il nostro piccolo natante di servizio, ma solo perché era necessario allo sgombero».
Claudia Della Verde
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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