Trasporti
«Sì a un’Authority non Firenzocentrica»
Il sindaco: «Bene la nomina di Morelli, nella speranza che l’Argentario non sia considerato di serie B»
PORTO SANTO STEFANO. Sindaco Cerulli, la Regione ha nominato Fabrizio Morelli presidente dell’Authority portuale che comprende anche Porto santo Stefano e il Giglio. Il Comune ne sapeva qualcosa?
«Certo, sapevamo tutto. Il presidente Rossi ci ha scritto una lettera come da statuto dell’Authority, chiedendo il nostro grado di soddisfazione sul nome prescelto, fermo restando che la decisione non era di nostra competenza; però il regolamento recitava “sentiti i sindaci”. A noi ci hanno sentito e noi abbiamo risposto che la persona era di nostro gradimento perché è un tecnico che conosciamo molto bene per averlo visto all’opera sul fronte della portualità. Anche per questo la collaborazione con la Regione Toscana in questo ultimo periodo è stata buona, l’intesa dei nostri uffici con lui è stata ottima e quindi siamo rimasti contenti di questa scelta. Ora vediamo quali saranno i prossimi passi. È chiaro ed evidente che però si prosegue con lentezza e a piccoli passi, ma siamo in Italia e non è una novità. Viste da fuori, certe lentezze sembrano incomprensibili e viste da dentro rimangono incomprensibili ma non c’è da farci niente».
La creazione dell’Autorità portuale è una cosa positiva per Porto santo Stefano?
«Io ho sempre esternato la mia paura che sia un ulteriore step. Personalmente penso che la politica abbia bisogno di un grosso rinnovamento. Ci sono troppi enti che comandano e che mettono bocca in tante cose. Per me gli enti erano già troppi prima, il loro aumento va contro il mio auspicio che sarebbe meglio magari eliminare le province o altre strutture che si frappongono fra noi e lo Stato. Io farei dei comuni più grandi, ho detto più volte che sarebbe auspicabile farne uno composto da tutta la Costa d’Argento con Argentario, Giglio, Orbetello e Capalbio. Secondo me ogni organismo che si crea finisce per allargare le conferenze di servizi e accrescere i nulla osta da ottenere. Solo di posta spendiamo un sacco di soldi...».
Porto Santo Stefano come e da chi sarà rappresentato in questa Authority?
«Ancora non è chiaro chi andrà a rappresentare il porto principale del promontorio. Noi auspichiamo che questa scelta per l’Argentario sia fatta dalla locale municipalità e che non ci venga imposta».
Si era parlato di una vicepresidenza dell’Argentario: potrà avverarsi questa possibilità o l’idea è tramontata?
«In effetti la paura che l’Authority sia troppo Viareggiocentrica o Firenzecentrica esiste, quindi una nostra presenza sarebbe importante. Noi siamo molto distanti da Firenze e da Viareggio, siamo un porto di interesse regionale ma in realtà la Regione è da tutt’altra parte. Sappiamo bene quanto l’Argentario sia distante anche fisicamente da Firenze. Per andarci ci vuole un’ora in più che andare a Roma, eppure siamo in Toscana».
Questa distanza si può misurare con gli stanziamenti regionali, 300mila euro per il porto santostefanese e 5 milioni di euro per il porto viareggino?
«È vero ma io non mi voglio lamentare di quello che ci danno perché alla fine tutti vorremmo avere 5 milioni e con questa crisi.. Evidentemente a Firenze avranno avuto buoni motivi per fare più lavori a Viareggio che da noi, chiaro che Viareggio è più importante di Porto santo Stefano».
Questa autorità che piomba sul promontorio accelera o rallenta l’approvazione del piano regolatore del porto del Valle?
«Ci mancherebbe che la rallentasse. Noi speriamo in una forte accelerazione perché l’assenza del piano regolatore portuale del Valle blocca molte iniziative che sarebbero determinanti per la nostra portualità e quindi per l’economia locale».
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