Il dolore
Marina, così rinasce la pineta secolare
Il piano di battaglia del Comune: via le chiome secche nella parte “sana” e nuovi alberi da piantare in quella andata a fuoco
MARINA DI GROSSETO. Via le chiome secche nella pineta “sana”, e nuovi alberi in arrivo laddove il fuoco ha distrutto la pineta. Tutto è ormai pronto per la piantumazione dei primi pini nell’area devastata dall’incendio dello scorso 18 agosto, ma il lavoro delle istituzioni non si concentra solo sul recupero e la bonifica di ciò che è andato irrimediabilmente perduto.
Ne è la prova il progetto illustrato ieri in sala consiliare dagli assessori comunali Giancarlo Tei e Giuseppe Monaci e che il Comune di Grosseto ha avanzato alla Provincia. Il progetto riguarderà circa settanta ettari di pineta “sana”, ossia non interessata dall’incendio. Si tratta della pineta in parte comunale, in parte del Demanio marittimo (in comodato d’uso gratuito al Comune) e in parte del Demanio dello Stato: nel complesso l’area si estende nella fascia litoranea tra le due frazioni di Marina e Principina.
L’area individuata potrà beneficiare di opere di manutenzione annuale all’interno del Psr (Piano di sviluppo rurale) della Regione Toscana. In particolare verranno messi in atto tutti quegli interventi necessari a ridurre il rischio di incendio: si tratta di lavori come l’eliminazione delle chiome secche e pulizia del sottobosco il cui costo si aggira intorno ai 2-3mila euro per ettaro di pineta ripulita e che partiranno sicuramente dopo la stagione estiva. Dai 70 ettari previsti (costo presunto circa 200mila euro), saranno escluse solo le zone più vicine alle dune e la parte di pineta più giovane.
«I primi contatti con il Demanio per pianificare questi interventi di prevenzione e messa in sicurezza – spiega l’assessore ai lavori pubblici Monaci – risalgono alla primavera ma poi gli eventi di agosto hanno accelerato il tutto».
È toccato invece all’assessore provinciale all’agricoltura Enzo Rossi ricordare quella che è la strategia di lungo periodo che la task force interistituzionale sta portando avanti. «Sono qui – ha detto Rossi – a testimoniare, anche con questi aggiornamenti periodici, che la vicenda della pineta l’abbiamo presa seriamente. L’obiettivo attuale è ancora rimettere in sicurezza l’area ma in prospettiva vogliamo rimettere a frutto la pineta: il ritorno dei pinottolai significherebbe infatti la garanzia di una pulizia e manutenzione continua».
Nessun tabù inoltre deve sussistere secondo l’assessore provinciale su eventuali tagli delle piante secondo una cadenza programmata. «A nessuno fa piacere abbattere un albero – spiega ancora l’assessore provinciale Rossi – ma sicuramente in una fase successiva dovremo tornare al vecchio metodo per cui si divideva la proprietà in cinquantesimi e ogni anno si tagliava una porzione».
Sempre per quanto riguarda il futuro della pineta se ne parlerà anche venerdì prossimo dalle 9,30 al museo di storia naturale, dove si terrà un incontro pubblico promosso da Legambiente a cui partecipano rappresentanti delle istituzioni (Regione, Provincia, Comune), del Parco della Maremma, della Forestale, delle scuole e del mondo universitario.
L’associazione del Cigno illustrerà in questa occasione la sua proposta di tutela dell’area. Il 16 marzo invece si concretizzerà il sogno di un nutrito gruppo di cittadini che all’indomani dell’incendio aderirono al gruppo Facebook “Un pino per Marina”: verrà simbolicamente inaugurata la nuova pineta con la piantumazione ai margini dell’area bruciata di pini intervallati da oleandri.
Un po’ di verde, di vita e di colore, insomma, per mitigare l’impatto visivo della pineta che non c’è più e restituire finalmente un aspetto meno tetro a uno dei patrimoni naturalistici più importanti della Maremma e dell’intera Toscana.
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