La manifestazione
«Si smetta di parlare di fallimento»
Ex Mabro, l’avvertimento dei sindacati. Lunedì le primarie per la scelta dell’rsu
GROSSETO. Ieri mattina le lavoratrici e i lavoratori della Mabro si sono presentati in azienda. Era in programma l’incontro con un cliente importante. Ma l’incontro non c’è stato. «Colpa delle notizie di questi giorni», hanno spiegato all’ex Mabro. Il recupero crediti avanzato da Royal Tuscany ha quindi probabilmente ha messo il cliente nelle condizioni di aspettare qualche giorno prima di incontrare di nuovo Andrea Barontini. Una cautela, nulla di più. Soprattutto dopo che è stato spiegato e ribadito più volte che non c’è alcun pignoramento pendente su Abbigliamento Grosseto.
Ma la richiesta di Royal Tuscany ad Abbigliamento Grosseto, quella di rientrare del milione e trecentomila euro circa di crediti che vanta la vecchi proprietaria della Mabro sulla nuova, è suonata strana anche ai sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al commissario liquidatore di Royal Tuscany, Enrico Domenichelli. «Non abbiamo ancora ricevuto una risposta alla nostra richiesta d’incontro - dicono Fabio Della Spora, Furio Santini e RobertoFranceschetti - e siamo basiti per il fatto che nessuno senta la necessità di interpellare le strutture territoriali». Le lavoratrici, scrivono i sindacati, sono già provate da un periodo ormai lunghissimo di sofferenza e sicuramente non aiutano una azienda nei contatti già precari con i suoi clienti. «Troppe volte la parola fallimento è affiancata a questa azienda - dicono - e noi non sappiamo a chi possa servire un fallimento di Abbigliamento Grosseto. Quel che è certo è che non lo auspichiamo. Se poi qualcuno può mettere in campo imprenditori migliori di quello attuale noi ne siamo felici ma ad oggi non ci risulta che ce ne siano. A chi auspica un fallimento vorremmo ricordare che a quel punto tutte le lavoratrici saranno messe in mobilità e di fatto licenziate questo sindacalmente parlando vuol dire solo una cosa tragedia sociale».
Un’ipotesi, questa, che non piace a nessuno. E infatti lunedì in azienda ci saranno le primarie per la creazione della lista dei rappresentanti dei lavoratori dela Cgil. Una scelta che spetterà ai lavoratori che potranno così decidere democraticamente chi li rappresenterà in futuro. (f.g.)
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