Sicurezza
Multe cancellate a dodici automobilisti
Abuso e falso, avviso di fine indagini per l’ex assessore Bastianini e l’ex comandante della polizia provinciale Bartolini
GROSSETO. Il meccanismo, ogni volta, sarebbe stato più o meno lo stesso. L’assessore avrebbe dato istruzioni precise al capo della polizia provinciale. Questi avrebbe sottoposto all’assessore una serie di nominativi, stampati, degli intestatari delle auto multate, prima di procedere alla redazione dei verbali di contravvenzione per violazione delle norme del codice della strada accertate mediante autovelox. Il comandante, ricevute indicazioni o notate cancellature sulla lista, sarebbe poi entrato con una password nel sistema informatico per la gestione dei verbali e avrebbe alterato la targa: una cifra o una lettera in più o in meno e il verbale entrava “in quarantena” perché il sistema attribuiva la targa a un’auto straniera o sconosciuta. E il sommario processo verbale di fatto veniva annullato, perché non stampato né inviato all’interessato.
I casi sono pochi - l’indagine è stata condotta a campione - ma comunque significativi: i beneficiari sono persone in vista della nostra provincia (politici o autorità amministrative, professionisti) o conoscenti. Tutti ignari, come hanno dichiarato alla polizia giudiziaria, di ciò che avveniva nelle stanze della Provincia.
Sono quattro gli indagati di questo filone autovelox che hanno ricevuto in questi giorni l’avviso di fine indagini da parte del sostituto procuratore Stefano Pizza. Sono l’ex vicepresidente ed ex assessore alla polizia provinciale Giancarlo Bastianini e l’ex comandante del corpo di polizia provinciale Evidio Bartolini. Ma anche (per la sola questione appalto) l’attuale ispettore della polizia provinciale Mario Santirocchi e il legale rappresentante della società Tecnotraffico srl, in concorso con i primi due.
L’avviso chiude un’indagine della polizia stradale partita tempo fa proprio per far luce su eventuali irregolarità di gestione del sistema di affidamento del servizio autovelox da parte delle amministrazioni. Un’indagine che ha riguardato anche altri Comuni e che è in parte già terminata.
Falso e abuso d’ufficio sono le contestazioni ipotizzate nei confronti di Bartolini e Bastianini. Il periodo interessato dall’indagine è compreso tra l’estate 2007 e il marzo 2008 e non interessa dunque l’attuale gestione e amministrazione. Il falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici avrebbe consentito ai beneficiari di evitare di pagare le multe e avrebbe impedito all’Amministrazione provinciale di riscuotere quanto dovuto: le multe sulle quali sarebbe stato chiuso un occhio andavano da un minimo di 148 a un massimo di 370 euro. Una dozzina gli automobilisti interessati a quello che la Procura individua come un abuso d’ufficio, cui loro non avrebbero comunque partecipato. Le targhe che la magistratura ritiene essere state alterate sono relative a veicoli personali e non di servizio. L’ex assessore e l’ex comandante avrebbero violato gli articoli del Codice della strada che riguardano i compiti di prevenzione e accertamento, la competenza, la fissazione dei limiti di velocità.
Ascoltando il personale in servizio negli uffici provinciali, la polizia stradale ha raccolto dichiarazioni sul funzionamento del sistema di raccolta e notifica e sulle dinamiche esistenti all’interno dell’ufficio. Sono state chiarite le tappe del passaggio delle multe e delle relative foto (in sostanza, la ditta affidataria gestiva in toto il servizio) e sono stati accertati anche gli autori materiali degli inserimenti. Tutto ciò è avvenuto a partire dal febbraio 2012, quando una consultazione decisa dal nuovo comandante della polizia provinciale, Luciano Bartoli, aveva rivelato l’esistenza di discordanze, mettendo a confronto verbali e fotogrammi scattati; in particolare, alcune multe attribuite a veicoli con targa straniera sarebbero stato riconducibili ad auto con targa italiana. E ciò aveva fatto scattare gli accertamenti.
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