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neve e polemiche

Le maestre «Criticate senza motivo»

CASTEL DEL PIANO. Le maestre del comprensivo di Castel del Piano rispondono ai maestri di sci dell’Amiata ovest che avevano sottolineato l’inopportunità di sospendere la settimana bianca nelle scuole...

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CASTEL DEL PIANO. Le maestre del comprensivo di Castel del Piano rispondono ai maestri di sci dell’Amiata ovest che avevano sottolineato l’inopportunità di sospendere la settimana bianca nelle scuole di Castel del Piano Arcidosso e Seggiano. Un’interruzione dovuta allo stato di agitazione dei docenti che, fra le altre iniziative, hanno deciso di sospendere anche la settimana bianca. Adesso i docenti rispondono e replicano che se si pensa quanto «è stata lunga, sofferta e in un certo senso inaspettata, per noi docenti del comprensivo di Castel del Piano, la decisione di aderire all’azione di protesta organizzata a livello nazionale (circa 7000 istituti comprensivi)», si stenta «a credere alla leggerezza con cui, come giudici severi ma poco attenti, veniamo aggrediti da certe categorie che sembrano, davvero molto stranamente, proprio non aver capito nulla di cosa sta accadendo nella scuola». Intanto i docenti puntualizzano che il loro è uno stato di agitazione e non uno sciopero: «Non siamo in sciopero, tutt’altro: abbiamo deciso di non scioperare, siamo a lavoro tutti i giorni con serietà e consapevolezza». Poi proseguono: «Si parla del “Progetto Neve”come di un “progetto super” che dura da anni … Si salva la dirigente perché lei ha “sempre creduto negli obiettivi di questo progetto”… ci si dimentica che se per venti anni l’iniziativa è stata super, lo è stata sì grazie ai dirigenti, ma soprattutto grazie all’entusiasmo, alla condivisione di obiettivi, alla collaborazione di noi docenti, all’aver reso possibile l’inizio e la continuazione del progetto, nonché alla disponibilità a non mettere in evidenza le numerose piccole e grandi contrarietà e/o imperfezioni che si sono a volte riscontrate sulle piste, e non solo e non sempre per la qualità delle piste». Ma soprattutto i docenti battono l’accento sul fatto che le attività sospese sono quelle extra orario di lavoro: «Forse si sono tutti talmente abituati agli insegnanti che comunque da anni si prestano a fare da intermediari, chiedere ai genitori, raccogliere, contare, custodire, controllare e consegnare i soldi per progetti gestiti da altri, mantenendo le proprie responsabilità, che qualcuno deve aver concluso che è una loro mansione”. E infine: «Strano che gli stessi attacchi non siano arrivati anche per la mancanza della “tradizionale” presenza degli esperti del Coni, che da anni erano nelle nostre palestre con regolarità, professionalità e allegria… non era meno importante e formativo della settimana sulla neve… a noi è dispiaciuto che non ci fossero più soldi per questo, qualcuno non se n’è neanche accorto… Forse perché i bambini non hanno mai pagato per usufruirne. Vogliamo sperare che invece in molti si siano accorti che in caso di assenza dei colleghi, ci facciamo in quattro per sostituirci senza che gli alunni subiscano il minimo disagio, e che comunque la scuola soffre nel gestire situazioni pesantissime per la mancanza delle ore necessarie di insegnanti di sostegno. Noi abbiamo spiegato le nostre ragioni alle assemblee di classe e di interclasse; crediamo di avere l’appoggio della maggior parte dei genitori». (f.b.)

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