Attenzione
Inspiegabile boato nel cielo delle Colline
Si pensa ad un aereo che ha infranto il muro del suono o a una mina brillata nel cantiere della Senese
GROSSETO. Un inspiegabile boato, ieri mattina, alle 11,20, è stato avvertito nel territorio comunale di Gavorrano, a Ribolla, sulle colline ardenghesche fino quasi a Montalcino. Qualcuno ha pensato a una scossa di terremoto, ma i sismografi - come è stato verificato - non si sono mossi. In giornata se ne è parlato a lungo anche su Facebook.
L'origine del boato rimane però sconosciuta. C'è chi dice che provenisse dal sottosuolo, chi dal cielo. Tutti concordano sul fatto che si è trattato di un rumore molto forte, insolito, da far vibrare i vetri delle case. Molteplici le ipotesi: la più accreditata è quella di uno-due aerei che avrebbero infranto il muro del suono; altri riconducono il fenomeno alle mine che vengono fatte brillare sulla Senese, ma non si spiegherebbe il tremore a Gavorrano. I più fantasiosi hanno addirittura tirato in ballo i "brontidi del Mugello" e l'impatto di una meteora con l'atmosfera.
In Maremma, questo, è un fenomeno che si è già verificato. L'ultima volta, in misura non così eclatante a settembre del 2010, prima ancora nel novembre del 2003, quando il botto mise in allarme Colline Metallifere e Val di Cornia. Ieri, nelle stesse ore, un “rombo” analogo sarebbe stato avvertito in Friuli.
L'ipotesi più accreditata, stando alla Protezione civile, è quella dell'onda acustica provocata da qualche aereo che ha superato il muro del suono volando a bassa quota. Oggi sentiremo la base militare Baccarini. La cosa strana è che anche il giorno precedente, in alta Maremma, era stato avvertito un boato simile. Sulla scia di queste prime segnalazioni è stato scoperto che nel 2011, in un paese del Veneto, sono stati registrati circa 60 di questi boati in poche settimane senza aver mai compreso cosa li possa originare. La comunità scientifica brancola nel buio e i media, negli ultimi giorni, si sono concentrati su fenomeni simili avvenuti in provincia di Matera. Due parole, infine, sui "Brontidi del Mugello". Questo strano nome che fa pensare, chissà perché, ai dinosauri indica certi lontani brontolii un po' più cupi del tuono ma di origine incerta. Il tema ha interesse scientifico più ampio di quanto si immagini. Fulco Pratesi e Franco Tassi ne parlano nella "Guida alla natura della Toscana e dell'Umbria". E nel web si scopre alla voce brontidi che il fenomeno ha dimensioni europee.
Gabriele Baldanzi
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