Sicurezza
Guerra al cinipide killer che divora metà raccolto
Castel del Piano, assemblea di fuoco con più di 100 castanicoltori messi ko Fondi dalla Regione per finanziare antiparassitari, altri a carico dei privati
CASTEL DEL PIANO. C’erano più di 100 castanicoltori, a Castel del Piano, all’assemblea organizzata dall’Associazione della castagna Igp Amiata per una chiamata alle armi dei proprietari di castagneti attaccati in modo violento dell’insetto cinese assassino, il cinipide. L’assemblea, a cui ha partecipato, fra gli altri, anche Andrea Vinci, della Regione Toscana, è servita a fare il punto della situazione sui lanci dell’antagonista del cinipide, il Torymus, nei castagneti amiatini che già quest’anno hanno perduto, fra siccità e insetto cinese, il 60% di raccolto.
«Intanto - spiega Lorenzo Fazzi, presidente associazione castagna Igp - la Regione toscana si impegna per tutto il territorio regionale per 150.000 euro per lanciare l’antagonista. Ma noi, come Amiata grossetana, per parte nostra, ci mettiamo 25.000 euro. Di cui 15.000 sono stati deliberati dall’Unione e 10.000 saranno a carico dell’associazione castagna e privati. Ci saranno dai 30 ai 40 lanci di antagonista con questa cifra - commenta Lorenzo Fazzi - quantità che è nella disponibilità dell’Università di Torino da cui noi acquisteremo l’antagonista». Un acquisto certificatissimo, insomma, è quello che sceglie l’associazione: «Seguiamo - afferma Fazzi - un discorso istituzionale. Gli acquisti di Torymus da parte di alcuni castanicoltori privati a ditte che lo vendono, devono passare attraverso una certificazione di cui l’acquirente privato si deve accertare. Noi preferiamo rivolgerci all’Università». E infine la buona notizia per i castanicoltori che riguarda l’abbruciamento di sterpaglie che sembrava non potesse essere più effettuato: «Mercoledì pomeriggio molte persone hanno sollevato il problema della possibilità o meno di bruciare nei castagni. I castanicoltori erano giustamente preoccupati e invece lo stesso dirigente regionale Vinci ha assicurato che per ciò che riguarda i castagneti, essendo considerati bosco, ci dobbiamo riferire alla legge 39 articolo 57 bis, che permette di bruciare sterpaglie secondo precise regole impartite per legge: orari, mesi eccetera». Dunque un peso in meno per gli agricoltori, sui quali, però, pende sulla testa la spada di Damocle del divieto di abbruciamento per altre coltivazioni, come olivi e vigne.
Qui pare proprio che non si possa bruciare, ma che i residui di ramaglie e tralci e potature varie, vadano trinciati e smaltiti tramite ditte autorizzate. Ma gli agricoltori sono sul piede di guerra e non vogliono assolutamente rinunciare a una pratica che hanno sempre personalmente svolto nei loro piccoli appezzamenti.
«Anche per gli olivi e le viti - spiega Fazzi, pare che non ci dovrebbero essere grandi difficoltà, ma abbiamo deciso, come agricoltori, di fare un passaggio con le guardie forestali, per chiedere come veramente stanno le cose. Sarebbe un grande sollievo per tutti se potessimo continuare a bruciare le potature e le sterpaglie senza rischio di essere multati sia negli oliveti che nei vigneti e negli orti».
Dall’assemblea dei castanicoltori, infine, sono venute fuori una serie di regole e di comportamenti virtuosi da tenere nei castagneti aggrediti dal cinipide e in particolare in quelli dove vengono effettuati lanci di Torimus. «Stiamo preparando un manuale di comportamento, perché non si rischi, magari bruciando a tempo non opportuno, di uccidere anche l’insetto antagonista, laddove è stato lanciato. Un manuale che stiamo preparando col sostegno della Regione Toscana e che a breve sarà disponibile per tutti - avverte Fazzi - Bisogna che ognuno di noi sia consapevole di ciò che si può o non si può fare per non danneggiare il nostro bosco produttivo più di quanto non lo stia già facendo il cinipide galligeno».
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