Proteste
«C’è anche il rischio dell’adescamento»
Il Moige (Movimento genitori) mette in guardia: spesso adulti si fingono ragazzini per avere i files
GROSSETO. Con l’avvento dei cellulari di ultima generazione - che permettono lo scambio di messaggi, immagini e video tra gli utenti - la Polizia postale e delle comunicazioni, ha arrestato e denunciato molti pedofili che reperivano immagini via telefono o contattavano, attraverso sms, ragazzi e ragazze minorenni, chiedendo loro immagini pornografiche in cambio di soldi, regali o ricariche telefoniche, tentando poi, in alcuni casi, di incontrarli. Se è vero che il 96% degli adolescenti non possono fare a meno del telefono cellulare, considerandolo uno strumento indispensabile, il rischio di adescamento non è trascurabile. Il Moige è il Movimento italiano genitori e da un paio d’anni ha avviato una battaglia di prevenzione della pedofilia e pedopornografia via cellulare. Si tratta di un progetto portato avanti insieme alla Polizia delle Comunicazioni e al Ministero dell’Interno. La campagna sociale che mira a contrastare la pedopornografia via cellulare passa attraverso spot radiofonici e televisivi (su Sky), ampi spazi su quotidiani nazionali e regionali. L’obiettivo è sensibilizzare genitori e bambini sui nuovi mezzi utilizzati per l’adescamento dei minori e la mercificazione dei loro corpi, fornendo consigli utili su come intervenire prontamente rivolgendosi alle forze di polizia. «Non bisogna mai abbassare la guardia di fronte a certi pericoli – spiega Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige - bisogna sempre essere attenti ai nuovi fronti che si aprono. L’utilizzo da parte dei nostri figli di tutte le tecnologie a loro disposizione è di per sé positivo, ma presuppone sempre che i genitori pongano la massima attenzione a eventuali segnali di pericolo». E a Grosseto, per quanto riguarda il contrasto alla pedopornografia, nel 2012 sono state 5 le persone denunciate, 20 i siti monitorati, 3 le perquisizioni effettuate e 1 sito web pedopornografico inserito in black-list. Numeri snocciolati nei giorni scorsi dall’ispettore Stefano Niccoli, che dirige la sezione grossetana della Postale, durante la presentazione del progetto “Buono a sapersi” sull’uso responsabile della rete. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza e usare i cellulari in modo corretto. Allo stesso tempo i genitori devono conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli da questi nuovi pericoli. (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
