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Guerra del biogas, la Provincia si difende

Guerra del biogas, la Provincia si difende

Anno nuovo, guerre vecchie. Lo scontro sull'impianto a biogas di Capalbio - esploso nel 2012 a colpi di insulti, marce di protesta, misteriosi presunti sabotaggi, ricorsi alla giustizia

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CAPALBIO. Anno nuovo, guerre vecchie. Lo scontro sull'impianto a biogas di Capalbio - esploso nel 2012 a colpi di insulti, marce di protesta, misteriosi presunti sabotaggi, ricorsi alla giustizia amministrativa e querele da centinaia di migliaia di euro - sembra infatti destinato a occupare a lungo anche il 2013 e più di un'aula di Tribunale.

Di sicuro quelle del Tar Toscana, dove si dovranno discutere i ricorsi presentati da vari soggetti contro la contestata "fabbrica" che la società Sacra vorrebbe costruire e mettere in funzione a non troppa distanza dall'oasi Wwf di Burano, e sulla quale le amministrazioni locali competenti hanno già rilasciato diversi pareri favorevoli.

In particolare la Provincia di Grosseto, che nello scorso ottobre - col dirigente dell'Area ambiente - ha emesso una serie di provvedimenti subito ferocemente contestati da chi quell'impianto non lo vuole. Nel giro di pochi giorni sono partiti infatti due ricorsi al Tar di Firenze, firmati uno dal giornalista e senatore del Pd Furio Colombo (protagonista, tra l'altro, di un violentissimo scontro personale con Leonardo Marras che lo ha querelato per diffamazione) e da Alice Oxman, il secondo da Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste. In entrambi i casi la Provincia non ha alcuna intenzione di arrendersi. Anzi, con determinazioni dirigenziali del 27 dicembre scorso si è costituita in giudizio e ha dato incarico ai suoi avvocati - Stefania Sorrenti e Chiara Canuti - di difendere gli interessi dell'ente.

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