Il Tirreno

Grosseto

Servizi sociali gestione integrata di tre Comuni

Anche i servizi sociali avranno una gestione associata a carattere intercomunale: parallelamente al piano integrato della Protezione Civile, infatti, è stata approvata mercoledì scorso in consiglio...

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Anche i servizi sociali avranno una gestione associata a carattere intercomunale: parallelamente al piano integrato della Protezione Civile, infatti, è stata approvata mercoledì scorso in consiglio comunale ad Orbetello, la delibera riguardante la cooperazione con i comuni di Magliano e Capalbio. «Tale convenzione permetterà di esercitare, in forma associata, la funzione fondamentale della progettazione e della gestione di un sistema locale di servizi sociali e l’erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, - ha detto il sindaco Paffetti – Tra le finalità che la convenzione si pone ci sono quelle di migliorare la qualità dei servizi erogati e di contenerne le spese di gestione, favorendo parallelamente il rafforzarsi della concertazione territoriale. Molto importante sarà il ruolo attribuito alla prevenzione e alla rimozione di ostacoli di natura personale, familiare e sociali, pur rimanendo nell’ottica di azioni coordinate e integrate». La convenzione sarà molto utile per i casi particolari: «Sarà possibile raffrontarsi e collaborare soprattutto nelle situazioni relative alla tutela dei minori, soprattutto laddove sono presenti provvedimenti dell’autorità giudiziaria, ai servizi di affidamento, a quelli volti a garantire la l’assistenza domiciliare e agli interventi assistenziali atti a favorire l’integrazione scolastica dei minori e dei disabili –ha continuato la primo cittadino - nonché la protezione delle donne vittime di violenze. Saranno altresì previsti interventi di sostegno economico per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali e per promuovere l’autonomia e il superamento delle difficoltà sopra indicate. Anche in questo caso la conferenza dei sindaci svolgerà il ruolo di organo di governo e di indirizzo, ed avrà durata di tre anni. Dunque il piano di integrazione non andrà visto come un mero atto burocratico, bensì come un qualcosa il cui scopo sarà quello di ripensare alle modalità di partecipazione attiva da parte di tutta la comunità, basate sull’individuazione di obiettivi e sulla programmazione dell’attività e sulla verifica di come tali attività vengano svolte nella realtà. La realizzazione di un programma siffatto richiede quindi uno strumento gestionale e organizzativo che vada oltre il sistema precedente di deleghe all’ASL. Garantire standard quantitativi e qualitativi uguali per tutti i cittadini del nostro territorio è sempre stata una priorità». (s.z.)

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