Il dolore
Minaccia di morte la ex moglie: arrestato
Uscito dal carcere da quindici giorni, quarantaquattrenne di nuovo in manette Voleva riprendersi il posto da capofamiglia dopo la separazione
GROSSETO. Voleva riprendersi il posto da capofamiglia. Voleva tornare a casa dalla sua ex moglie solo per avere qualcuno che cucinasse per lui, che gli lavasse e stirasse i vestiti. E invece, il servizio completo del quale ora dovrà accontentarsi è quello offerto dal carcere di via Saffi. Da lì era uscito il 4 dicembre scorso, due giorni fa è stato riaccompagnato alla porta dagli agenti della polizia postale.
I guai, per un ex muratore di origine campana che abita da dieci anni in città sono cominciati sei mesi fa, quando la sua ex moglie lo ha denunciato per stalking.
La coppia era arrivata in città dieci anni fa, direttamente dalla Campania. Marito e moglie, con due figli che oggi sono già maggiorenni. La donna per un po’ di tempo ha sopportato le angherie del marito, le botte, le minacce e i soprusi. Poi, forte del fatto di essere lontani dalla loro città d’origine e dalle loro famiglie, ha deciso di chiedere la separazione. Ma da quel giorno, le pressioni dell’uomo sono diventate insopportabili. La donna a giugno ha varcato la porta della questura e ha denunciato il marito per stalking. È stata inserita, come molte altre donne che hanno dovuto subire persecuzioni e minacce, nel percorso rosa.
Quell’uomo, che era stato arrestato sei anni fa per una tentata rapina ai danni del pescivendolo sotto casa, dal quale voleva farsi consegnare qualche prelibatezza, finì nei guai. O meglio, al carcere di via Saffi, dove è rimasto cinque mesi in custodia cautelare.
Il periodo di carcere però, pare non abbia schiarito troppo le idee al quarantatreenne che, una volta uscito, è tornato alla carica con la sue ex moglie. Voleva riprendersi il suo posto in quella famiglia che ormai viaggia su altri binari.
La donna è stata costretta a trasferirsi a casa del figlio maggiore per qualche tempo e a chiedere ad amici e colleghi di accompagnarla durante il tragitto da casa al lavoro e viceversa.
Nei dieci giorni fuori dal carcere, la donna ha avuto anche problemi ad andare a trovare amici e conoscenti: spesso, quando salutava per tornare a casa, lui era lì, dall’altro lato del marciapiedi ad aspettarla. E poi c’erano le minacce, anche di morte, telefoniche. Continue, pressanti, di giorno e di notte.
La donna, per la seconda volta è stata costretta a rivolgersi alla polizia. Il giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Due mattine fa gli uomini della polizia postale sono tornati a prenderlo e lo hanno accompagnato di nuovo al carcere di via Saffi.
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