Sicurezza
«Lo Stato dimentica la gente alluvionata ma ripartiremo»
Il sindaco Monica Paffetti si sfoga: «Noi, Regione e Provincia stiamo facendo il massimo. Ma ora servono soldi da Roma»
ORBETELLO. Un vecchio detto recita “Per insegnare ai bimbi a nuotare bisogna buttarli nell’acqua”. Insomma, solo misurandosi con le difficoltà si trovano le risorse per superarle. Per Monica Paffetti, medico ritrovatosi con la fascia da sindaco, non ci potrebbe essere detto migliore: l’acqua, troppa acqua, il fiume di fango che ha travolto Albinia, l’ha costretta a scoprire un mestiere che è suo solo da poco più di un anno. Ci sono state difficoltà iniziali, quando l’emergenza pareva ingestibile, si è scontrata con la comprensibile rabbia di chi ha perso tutto, ma pian piano ha aggiustato il tiro. E ora Monica parla da primo cittadino che ha in mano la situazione e combatte con la sua gente, la coraggiosa e fiera gente di Albinia. Certo non nega che le difficoltà ci siano ancora, ma c’è una strada tracciata per venirne fuori.
Nella chiaccherata di fine anno con Il Tirreno Monica parla di tutto questo. Ma anche del passaggio (per sei mesi) della gestione della laguna alla Regione e di un (possibile) rimpasto di giunta, ma solo da marzo. E non mancano le stoccate all’opposizione.
Sindaco, quanto è lontana la normalità ad Albinia?
«Diciamo che, grazie al coraggio della gente, si lavora per tornare alla normalità. Ma è ancora lontana, soprattutto per le piccole e medie imprese e per tante zone della campagna, penso a Radicata, Guinzone, Alberone e non solo. C’è gente che ha perso tutto e che lotta per ripartire. Aspettiamo i soldi, sono decisivi. Ma, intanto, c’è lo spirito giusto, c’è coraggio, fierezza, voglia. C’è la forza maremmana di crederci. E il cenone di domani sera, nel tendone allestito grazie ad Uscita di Sicurezza, è un segnale importante».
Le aziende ripartono?
«Le più grandi, quelle con le spalle larghe, penso alla Copaim, o a Conserve Italia, stanno riprendendo, anche se i danni sono stati enormi. Ma mi preoccupano di più le piccole, quelle con pochi dipendenti. Queste sono allo stremo, se non arrivano i soldi molte sono a rischio».
Già, i soldi. Quali i tempi?
«Per ora è arrivato solo qualcosa in conto capitale per alcune opere pubbliche essenziali. Ma alle famiglie e alle imprese neppure un euro. Purtroppo l’accelerata nella caduta del governo per noi è stata un problema grosso. Fino al 18 di dicembre abbiamo raccolto tutte le richieste di danni, poi le abbiamo girate alla Regione per una prima valutazione. È chiaro che saranno evase le spese dimostrabili con fatture o altre note spese. E temo che non arriveranno abbastanza soldi per coprire tutto».
Ma qualcosa non si può fare subito?
«Noi, nel nostro piccolo, abbiamo deliberato l’esenzione dalle spese per mensa e trasporto scolastico. Avevamo chiesto l’esenzione dall’Imu, ma il governo non ce l’ha data. Inoltre ci sono dei fondi regionali per sgravi a chi ha redditi bassi. Ma, diciamocelo chiaro, serve uno stanziamento da parte dello Stato per uscirne. Regione, Provincia, noi, abbiamo fatto e stiamo facendo il possibile. Roma ci ha un po’ abbandonati. A parte Luca Sani non ricordo un intervento di un parlamentare. Anche l’ex sindaco (Altero Matteroli, ndr), che pure ha governato questa terra, devo ancora sentirlo».
Veniamo alla politica. In questo clima difficile ci sono stati strappi in maggioranza. A partire da Chiavetta.
«Vero, ho una maggioranza “agitata” e un’opposizione inesistente. Partiamo da Chiavetta: ha dichiarato ufficialmente che si dimetteva. Ma poi è stato invitato a ripensarci dai consiglieri ed è ancora al suo posto. Miralli, invece, ha rimesso le sue deleghe (commercio ed eventi, ndr): mi dispiace, ma ne prendo atto».
Ma i partiti chiedono una verifica.
«Lo so, e la faremo. Ma non prima di marzo. Fino al 28 febbraio lavoriamo tutti insieme per far ripartire Albinia, visto che è la scadenza per le opere di somma urgenza. Poi metteremo mano alla giunta, verificando il lavoro. E se ci sarà da cambiare qualcosa, lo faremo».
Due mesi solo per Albinia?
«Sarà il nostro primo obiettivo. Ma ci sarà anche altro, a partire dalla laguna. Proprio ieri (venerdì, ndr), è stata firmata la delibera che passa la gestione, per sei mesi, alla Regione, mi sono incontrata con Annarita Bramerini. Questo ci fa un po’ respirare».
Cosa cambia in questi sei mesi?
«Cambia che sarà la Regione a prendere in mano la gestione. E sarà la Regione a sciogliere alcuni nodi che il Comune non può fare. Prima di tutto l’impianto di Patanellino per lo smaltimento dei rifiuti. Finora funzionava grazie alla gestione commissariale che superava alcuni vincoli di legge, dovremo capire come andare avanti. E poi c’è l’aspetto legato al Demanio: l’acqua della laguna è di loro proprietà, il ministero deve contribuire alle spese. Bene, quindi, che per sei mesi sia un Ente superiore a gestire il tutto, sia pur in collaborazione con noi».
Torniamo alla politica. Diceva dell’opposizione, che pure fa il proprio... mestiere.
«Lo fa fino a un certo punto. Un esempio? In consiglio l’altro giorno abbiamo votato una variazione di bilancio per assegnare 5 milioni di euro a copertura delle spese sostenute nei giorni dell’alluvione, dai pasti agli alberghi. Un atto coraggioso, visto che anticipiamo cifre importanti che ci dovranno essere rimborsate. Loro hanno votato contro. Eppure sono soldi per la nostra gente. La realtà è che da quando ha lasciato Rolando Di Vincenzo, non c’è più nessuno che abbia cultura politica. Sanno solo urlare “dimettiti”, senza proposte».
Chiudiamo con un messaggio di speranza.
«Chiudo con un annuncio: non metteremo la tassa di soggiorno. Lo facciamo con la speranza di arrivare alla stagione estiva pronti per accogliere di nuovo i turisti. So che ce la possiamo fare».
@guifiorini
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