Il Tirreno

Grosseto

parrocchia di montelaterone e montegiovi

E alla Pieve di Lamula...niente sì

E alla Pieve di Lamula...niente sì

Le disposizioni pastorali prevedono sposi soltanto se si è residenti

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MONTELATERONE. Non sei della parrocchia di San Clemente di Montelaterone e Montegiovi? Ebbene, allora non ti puoi sposare a Lamula. Sono ormai tante le coppie fra Arcidosso e Castel del Piano che si sentono dire di no quando chiedono al parroco don Giovanni Zecca di volersi sposare nella Pieve di Lamula. E ci restano male. Polemiche a non finire, proteste, di fronte al diniego di potersi dire sì davanti a una Madonna ritenuta miracolosa e in una location veramente suggestiva: una pieve medievale, circondata da un castagneto secolare e appartata rispetto ai vicini centri cittadini.

Senza contare poi, la grande piazzola antistante al santuario, dove le auto hanno tutto un ampio spazio a disposizione per la sosta. Ma non c’è nulla da fare. Infatti c’è una norma pastorale da cui non si può derogare. Risale al 1997, fu riaffermata nel 2008 e fu emanata dai sacerdoti dei comuni di Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano, con il consenso dell’Arcivescovo di Siena monsignor Gaetano Bonicelli. Eppure la norma resta indigesta a tutti, soprattutto a quelli che avevano sognato da sempre di poter celebrare il proprio matrimonio in uno scenario così suggestivo. Quelle disposizioni, però, sono ferree e se non si modificheranno (cosa che risulta alquanto improbabile) bisognerà che tante coppie vadano a sposarsi altrove.

Ma cosa c’è scritto nelle disposizioni pastorali? I parroci, col consenso dell’Arcivescovo, nel 1997, stabilivano che «nella chiesa mariana della Pieve ad Lamulas fossero celebrati solo i matrimoni dei residenti parrocchiani di Montelaterone e di Montegiovi». A questa direttiva si uniformò anche l’ultimo parroco residente di Montelaterone Don Raimondo Pellegrini. Adesso la Pieve di Lamula, sebbene nel comune di Arcidosso, tuttavia dipende dal parroco di Castel del Piano Don Giovanni Zecca, che fu nominato il 1 dicembre 2007 anche amministratore parrocchiale di Montelaterone, nel cui territorio si trova, appunto, la Pieve di Lamula. «Quella norma del 1997 - ci tiene a precisare il diacono Luigi Anselmi, di Montelaterone -, fu ribadita nel 2008, quando don Zecca era già amministratore di Lamula e dunque alla pieve si possono sposare solo i montelateronesi e gli abitanti di Montegiovi della parrocchia di San Clemente. Chi protesta deve sapere ch noi non ci comportiamo arbitrariamente, ma solo nel rispetto delle regole pastorali».

E Anselmi precisa anche un'altra questione della Pieve: «Attorno all’altare - afferma Anselmi - sono stati messi dei cordoni che non si possono oltrepassare ed è stato istallato un allarme che segnala chi non rispetta il limite. Abbiamo preso, come chiesa, precauzioni contro la possibilità di furto e contro chi vuole percorrere, sostare, muoversi, in uno spazio sacro. Cosa che non è possibile con questo sistema».

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