La manifestazione
«Ora è chiaro Alla Paffetti non basterà un rimpasto»
ORBETELLO. Le vicende politico amministrative dell’ultimo consiglio comunale a Orbetello invitano chiaramente a nozze l’opposizione di Oltre il Polo che, con il capogruppo Andrea Casamenti, continua...
ORBETELLO. Le vicende politico amministrative dell’ultimo consiglio comunale a Orbetello invitano chiaramente a nozze l’opposizione di Oltre il Polo che, con il capogruppo Andrea Casamenti, continua il lavoro a fianchi intrapreso da mesi.
«Non possiamo far altro che prendere atto che, ormai, questa amministrazione è arrivata al capolinea e non è più in grado di decidere neanche l’ordinario. Figurarsi se può occuparsi della ricostruzione di Albinia», dice Casamenti. «Questo alla luce degli ultimi fatti avvenuti in consiglio comunale caratterizzati dalle dimissioni del presidente del consiglio Mario Chiavetta, che hanno seguito a distanza di un mese quelle di Mauro Barbini, capogruppo degli ex-Uniti per il Cambiamento che il sindaco non è riuscito ancora a sostituire, con entrambi su chiare posizioni di rottura nei confronti della maggioranza guidata da Monica Paffetti».
Immutata però la fiducia all’ex presidente dell’assemblea dopo l’annuncio della sua uscita di scena: «Nei confronti di Chiavetta che, come carica istituzionale, era stato votato all’unanimità con il voto favorevole anche dell’opposizione abbiamo voluto confermare la nostra fiducia e stima in quanto ha sempre svolto la sua funzione istituzionale in modo totalmente imparziale e corretto – continua l’avvocato orbetellano – ed è triste che il sindaco Paffetti, in un momento delicato come questo, parli di rimpasti nella giunta e verifiche sugli assessorati come nei vecchi teatrini della politica. È stata veramente una seduta malinconica, di fine impero, e con interventi molto duri da parte di rappresentanti della maggioranza nei confronti degli amministratori ormai travolti dalle critiche e corresponsabili dell’immobilismo amministrativo in atto. La Paffetti, invece di tentare di rimpastare i suoi assessori creando capri espiatori su cui scaricare il malcontento accumulato in due anni di legislatura, dovrebbe auto-rimpastarsi e prendere atto che non può più amministrare in questo modo sulla pelle dei cittadini».
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