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inceneritore

La Provincia si costituisce contro i ricorsi presentati

SCARLINO. Certo non può definirsi una sorpresa. Piuttosto un perfetto continuo del copione già recitato circa più di un anno fa. In termini strettamente tecnici, un atto dovuto. La Provincia di...

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SCARLINO. Certo non può definirsi una sorpresa. Piuttosto un perfetto continuo del copione già recitato circa più di un anno fa. In termini strettamente tecnici, un atto dovuto.

La Provincia di Grosseto è pronta a costituirsi in giudizio di fronte al Tar fiorentino nei confronti dei ricorsi presentati dai comitati ambientalisti e dal Comune di Follonica contro le nuove autorizzazioni rilasciate a Scarlino Energia.

Con due determine (la numero 3760 e 3761) gli uffici di palazzo Aldobrandeschi hanno provveduto a dare mandato ai legali di difendere l’operato nell’ente di fronte al giudice amministrativo, sperando in una rivincita.

Nel primo episodio della saga legata all’inceneritore di Scarlino, infatti, l’hanno spuntata gli oppositori: Comune di Follonica, Wwf e gli altri comitati ambientalisti. Con due ricorsi (come in questa occasione) riuscirono a far annullare la Via (valutazione d’impatto ambientale) e l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) all’impianto, costringendolo a spegnere i forni.

Così come oggi, anche allora (era il 2011, la sentenza è arrivata nel novembre dello stesso anno) la Provincia si era costituita in giudizio, senza però convincere il magistrato. Analogie a parte, questa è un’altra partita.

Scarlino Energia infatti l’aprile scorso ha presentato un progetto per il proprio impianto diverso dal precedente: più articolato, più ambizioso, se vogliamo. Si tratta di un “termovalorizzatore ed impianto di trattamento rifiuti liquidi”, con maggiori capacità di trattamento dei rifiuti.

La Provincia ha concesso le nuove autorizzazioni alla metà di ottobre e qualche settimana fa sono tornati a lavoro tutti i dipendenti.

Però gli stessi oppositori del 2011, Comune follonichese e ambientalisti, hanno nuovamente presentato ricorso, sostenendo che l’area del Casone non può sostenere un impianto simile. Così l’ente provinciale si è costituito in giudizio, per difendere la validità delle proprie decisioni riguardo al nuovo progetto.

Le due delibere dirigenziali danno mandato agli avvocati di palazzo Aldobrandeschi, Stefania Sorrenti e Chiara Canuti, di mettere in atto tutte le azioni in questo senso.

Perché ancora una volta l’inceneritore di Scarlino si accinge a tornare in tribunale. (a.f.)

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