Il dolore
Gli Etruschi vanno nell’ecomostro
A Roselle il Centro di documentazione, unico progetto rimasto del Piuss, grazie a 12 milioni di finanziamento regionale
GROSSETO. Il libro dei sogni del programma di un anno e mezzo fa non c’è più. Ma l’ “acrobata” Bonifazi, così si definisce lui stesso, una cosa l’ha capita: deve puntare solo su alcuni progetti che la gente chiede, con teutonico pragmatismo, e rinviando quelli più corposi a “tavoli di lavoro” che, si sa, spesso pensano tanto ma non stringono nulla. I soldi, infatti, nonostante il bilancio si chiuda in attivo e sia anche rispettato quella follia che è il patto di stabilità, sono pochi. Ed ecco che la chiacchierata con la stampa a chiusura del 2012 è l’occasione per delineare gli obiettivi a breve e medio termine: il regolamento urbanistico, il centro di documentazione degli Etruschi, la Stazione, il traffico con l’allargamento della Ztl. E poi le Mura e piazza della Palma, di cui parliamo a parte.
Regolamento urbanistico. Ci siamo, Bonifazi lo dice con certezza. «Dall’8 di gennaio riprendiamo l’analisi delle osservazioni, pensiamo di approvarlo a metà del mese. Poi sessanta giorni di pubblicazione, quindi sarà operativo, diciamo entro marzo. Chiudiamo un percorso lungo 13 anni». La città lo attende da tempo, sia per i piccoli interventi di fatto bloccati, sia per quelli più grandi, a partire dal recupero dell’area del Consorzio Agrario, al di là della ferrovia ma, di fatto, in centro. «Un bel progetto che va nella direzione giusta, recuperare l’esistente senza consumare territorio».
Piuss. Se ne parla così da tanto che ormai i grossetani hanno anche imparato ad associare questo curioso acronimo al Centro di documentazione per gli Etruschi. Di fatto, però, di tutti gli interventi previsti, a parte quelli iniziati (come le ciclabili) che saranno terminati, resta solo il Centro stesso. Addio, però, al bel ciambellone targato Chigiotti al Cottolengo: adesso, grazie a 12 milioni che la Regione garantisce nel piano 2012-2015, l’idea è di farlo nell’ecomostro di Roselle. «Siamo nella zona migliore, proprio accanto agli scavi – spiega Bonifazi – e recuperiamo quella bruttura. Ci pare un’ottima soluzione». Certo torna in discussione l’utilizzo del meraviglioso, e cadente, palazzo Mensini di via Mazzini, ma Bonifazi assicura che «Abbiamo creato un gruppo di lavoro con tutti i dirigenti dei settori chiave (Festeggiato, Balocchi, Vecchieschi, De Bianchi; ndr) per studiare la riqualificazione degli immobili di nostra proprietà e, in qualche caso, la loro vendita. Quindi l’ex ospedale per la sede unica, il palazzo ex Chelliana, ma anche quello di piazza della Palma e di via Sonnino, questi due li vorremmo cedere e magari usare i soldi per sistemare gli altri».
La stazione. Il progetto per la riqualificazione della piazza, pugno in un occhio per chi scende dal treno, è già esecutivo. «I lavori inizieranno fra qualche mese. Tutta la zona cambierà radicalmente volto». Sono previsti comodi parcheggi e un vero terminal per i bus, che ora fermano accostando in mezzo alla strada. Il vicino ex Garibaldi sarà invece destinato, con fondi regionali, ad edilizia sociale.
Traffico. Ma la vera novità, di cui peraltro si sentiva qualche vocina nell’aria da tempo, è la rivoluzione in arrivo nel traffico. «Allargheremo la Ztl, per dare respiro alle Mura e al centro. In sostanza sarà estesa al primo anello di strade attorno all’esagono, lasciando il secondo per lo scorrimento delle auto senza permesso». Altre novità nel traffico è prevista a Grosseto Nord, dove si pensa di ridisegnare il sistema di rotonde prima del ponte della ferrovia.
Rifiuti e telecamere. Il sistema porta a porta arriverà presto anche in centro. Intanto la partenza dell’impianto delle Strillaie ha dato a Grosseto un’autonomia maggiore nel ciclo. «Resta il problema degli incivili che lasciano rifiuti ovunque, in particolare quelli ingombranti. Stiamo facendo le prime multe grazie alle telecamere, anche mobili, e ne faremo ancora. Non è tollerabile un comportamento del genere, visto che c’è un servizio gratuito di raccolta».
Cemivet e militari. E Bonifazi dà anche una buona notizia:il Cemivet (Centro militare veterinario) non lascerà Grosseto e sarà potenziato. «Ho avuto conferma che la struttura non si muove. E non posso che esserne contento. Per la nostra città i militari sono importanti. Basti pensare che, grazie a loro, ogni anno arrivano a Grosseto circa 100 milioni di euro di stipendi, sono una fetta della nostra economia». Possibile anche che il deposito di via Senese venga trasferito sulla Castiglionese, liberando una bella fetta di territorio.
@guifiorini
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