Sicurezza
Tentativo di omicidio Cinque anni al boscaiolo
Nel febbraio scorso aveva colpito al petto un connazionale di poco più giovane Fuggito, era stato rintracciato il mattino dopo. Accusato anche di minacce
CIVITELLA PAGANICO. Cinque anni di reclusione la pena patteggiata all’udienza preliminare da Gheorghita Rusu, il boscaiolo romeno di 27 anni arrestato il 24 febbraio scorso perché ritenuto autore del tentativo di omicidio avvenuto la notte precedente in un casolare di Pietratonda, dove il giovane viveva con un gruppo di stranieri.
Quella sera avrebbe colpito vicino al cuore Stefan Vlad Huma, suo connazionale, 25 anni, con un coltello da cucina dalla lama di 11 centimetri. Venti i giorni di guarigione, dopo le cure di urgenza cui era stato sottoposto. La vittima dormiva e Rusu secondo l’imputazione avrebbe cercato di colpirlo una seconda volta: ma Huma, svegliatosi, l’aveva allontanato scalciando. Poi l’intervento del fratello dell’aggressore aveva posto fine all’episodio, anche se Rusu avrebbe minacciato il fratello della vittima: «Io ammazzo a tuo fratello e pure a te». Poi era scappato. L’indomani, intorno alle 7, i carabinieri lo avevano rintracciato alla stazione dei pullman di Civitella. Aveva graffi sul volto e i vestiti infangati, come se avesse vagato per i boschi per tutta la notte, come se avesse avuto una colluttazione. Era stato sottoposto a fermo di indiziato, provvedimento convalidato dal gip Montesarchio che aveva anche disposto la custodia in carcere ravvisando il pericolo di fuga.
Al giudice che lo aveva interrogato, Rusu aveva spiegato di non voler uccidere nessuno: «Ero ubriaco, non volevo scappare». Vecchie ruggini legate anche alla pubblicazione di alcune foto su Facebook avrebbero scatenato l’aggressione.
Quali che siano stati i motivi, il sostituto procuratore Laura D’Amelio ha contestato a Rusu non solo il tentativo di omicidio (con chiare modalità) ma anche il reato di lesioni nei confronti di suo fratello Petrica, 33 anni, che era rimasto ferito al braccio (5 giorni la prognosi) da quello stesso coltello dopo essere intervenuto in difesa di Huma. Nella pena è compreso anche il reato di minacce di morte nei confronti dei due fratelli Huma.
Di fronte al giudice dell’udienza preliminare Marco Bilisari, Rusu (che era presente) era difeso dall’avvocato Silvia Tonini. Il giudice è partito da una pena base di 10 anni e mezzo accordando le attenuanti generiche e considerando la continuazione fra i reati, “scontando” poi di un terzo la pena finale di 7 anni e mezzo in conseguenza del rito scelto. Il giudice ha condannato Rusu a pagare le spese processuali e quelle di custodia in carcere (è detenuto a Sollicciano) mentre ha disposto la confisca e la distruzione del coltello sequestrato dai carabinieri nel casolare di Pietratonda.
Pierluigi Sposato
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