Sicurezza
Condannato per il rogo che bruciò 3 ettari di bosco
GROSSETO. È stato senza dubbio lui ad accendere quel fuoco che il 6 luglio 2007, partito per bruciare residui vegetali, aveva finito per ridurre in cenere 9 ettari di vegetazione, di cui 3 di bosco...
GROSSETO. È stato senza dubbio lui ad accendere quel fuoco che il 6 luglio 2007, partito per bruciare residui vegetali, aveva finito per ridurre in cenere 9 ettari di vegetazione, di cui 3 di bosco di proprietà di un privato e degli Usi civici di Montepescali, al podere Le Sinopie di Vallerotana. Inverosimile la tesi di un abbruciamento da parte di terze persone (come un piromane, un fumatore distratto, un turista o cacciatori -la stagione venatoria non era ancora iniziata) anche perché il rogo era partito da un punto lontano dalla strada bianca e nella proprietà in cui l’uomo lavorava.
Lo ha stabilito il giudice Marco Mezzaluna, che ha condannato a 8 mesi Gaetano Carofiglio, 39 anni, di Bari, concedendogli i doppi benefici. Ma dovrà essere il giudice civile a quantificare i danni causati agli Usi civici (parte civile, cui sono andati intanto 2.700 euro per spese). L’uomo era accusato dal pm Navarro di aver acceso il fuoco per bruciare resti di potature a meno di 200 metri dal bosco in periodo di rischio incendio; un rogo che aveva distrutto un’area protetta e che aveva richiesto tre mezzi dei vigili, tre elicotteri e volontari per tutto un giorno. Il difensore Piozzi, invocando l’assoluzione per non aver commesso il fatto, aveva fatto notare che la proprietaria del podere (quel giorno comunque assente) aveva escluso che Carofiglio avesse potuto accendere un fuoco e comunque effettuare lavori di giardinaggio dal momento che era stato assunto soltanto per accudire ai cavalli.
Ma vigili del fuoco e corpo forestale avevano ricostruito che in un’area vicino a un recinto del podere erano stati bruciati residui di potatura e materiale di risulta della ripulitura dei paddock per il ricovero dei cavalli custoditi; bruciature recenti, come documentato anche dalle foto. Bruciature di cui poteva essere responsabile il solo Carofiglio, unico occupante del podere, come sostiene il giudice nelle motivazioni adesso depositate.(p.s.)
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