La manifestazione
Aperti anche a Santo Stefano: è polemica
Cambia la legge ma nessuno avverte i commercianti che lasciano le serrande abbassate. «Abbiamo perso incassi»
FOLLONICA. A Follonica commercianti sul piede di guerra perché non sapevano di poter rimanere aperti anche a Natale e Santo Stefano.
Cambiano le regole per le aperture delle attività commerciali: con il decreto “Salva Italia” il governo Monti ha introdotto la liberalizzazione degli orari delle aperture dei negozi e da ora in avanti chi vorrà potrà vendere i suoi prodotti anche 24 ore su 24, tutti i giorni. Alcune Regioni, tra cui la Toscana, hanno fatto appello alla Corte Costituzionale affinchè questa norma fosse modificata, ma il tribunale ha respinto le loro istanze, confermando quando decretato dallo Stato. Tutto questo è accaduto solo pochi giorni fa, quindi molti commercianti nell’incertezza hanno rispettato la vecchia norma che prevedeva tre giorni di chiusura obbligatoria a Natale, Santo Stefano e il primo gennaio, regolamento frutto di una lunga concertazione con le associazioni di categoria e i sindacati. «Non sapevamo di poter rimanere aperti», racconta uno dei tanti esercenti arrabbiato per il mancato guadagno del 26.
«Tra l’altro io il 24 ho cercato di informarmi, ma nessuno sapeva dirmi niente, quindi prima di incorrere in sanzioni ho preferito stare chiuso. Quello che dico come altri miei colleghi è che in un momento come questo di crisi nera, anche una mezza giornata in più poteva farci comodo e invece ci siamo ritrovati con il negozio chiuso, mentre altri erano aperti». Tutto nasce dal fatto che alcune attività del centro e della zona industriale, il giorno dopo Natale hanno tirato su le loro saracinesche: da lì è scattato il passaparola fra gli altri commercianti. Tra l’altro la nuova norma fino a ieri mattina non era stata neppure recepita dal sindaco di Follonica, ferma ancora al vecchio regolamento. Alla domanda sulle aperture festive ha risposto che la norma in atto prevede tre giorni di chiusura.
«Sia il comandante della polizia municipale, che l’assessore alle attività produttive (Barbara Pinzuti) non hanno ricevuto segnalazioni su aperture il giorno di Santo Stefano», così Eleonora Baldi ha risposto ieri mattina, come a dire che nessuno sapeva nulla perciò non sono scattate le multe. Ma quelle sanzioni non possono più essere emesse: adesso ognuno fa quel che vuole con la sua attività commerciale. «Il Comune dov’era?», chiede un altro esercente. «Sono stati aperti i soliti noti e gli altri? Tutti chiusi». La rabbia è tanta specie in un periodo in cui veramente l'incasso di una mezza di giornata pesa sul bilancio annuale: adesso che la regola pare essere chiara non ci saranno più incertezze.
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