Sicurezza
«Un episodio mirato che non sarebbe successo altrove»
GROSSETO. Per placare quella furia cieca c’è stato bisogno dell’intervento del 118, del medico che ha somministrato un sedativo alla donna, del ricovero nel reparto di Psichiatria del Misericordia di...
GROSSETO. Per placare quella furia cieca c’è stato bisogno dell’intervento del 118, del medico che ha somministrato un sedativo alla donna, del ricovero nel reparto di Psichiatria del Misericordia di Grosseto. C’è voluto qualcuno, insomma, che riportasse a un piano più terreno quello che era successo nella piccola chiesa del Santissimo a Istia, dove la sacralità del luogo ha fatto urlare a chi era lì davanti che tutto quello era successo perché la donna era posseduta: il primo segnale, la forza fisica straordinaria sviluppata da una trentasettenne gracile. «La forza psicologica è più grande della forza fisica - spiega lo psichiatra Paolo Crepet - e certi problemi si acuiscono quando si arriva vicino alle feste. Certo, quello che si può tranquillamente dire, è che un atto del genere è successo in chiesa perché è lì che doveva succedere».
Impossibile sapere se la donna avesse già manifestato sentimenti di questo tipo, impossibile stabilire se la sua storia clinica sia una storia che viene da lontano. «È difficile quindi dare una valutazione complessiva - aggiunge lo specialista - ma è anche vero che la prima cosa da fare è andare a ricercare i motivi di quel gesto, per capire cosa l’abbia spinta a devastare una chiesa, proprio la sera di Natale». La solitudine, in questi casi, quella che diventa una rosa di spine conficcate nel cuore che bucano a ogni passo, potrebbe essere una chiave di lettura. Anche se la trentasettenne, il Natale lo aveva trascorso con la sua famiglia proprio a Istia d’Ombrone.
«Natale - aggiunge Crepet - ma le feste in generale e le ricorrenze personali sono spesso momenti davvero difficili da attraversare mantenendo la lucidità mentale necessaria per non farsi prendere dallo sconforto». In questo caso, siamo ben oltre lo sconforto. «Siamo probabilmente - dice lo psichiatra - di fronte a un disagio psichico che non può essere sfociato in maniera improvvisa in un atto di questo tipo, ma che senza dubbio aveva già dato dei segnali precisi. E che comunque, aveva anche un obiettivo, quello di devastare la chiesa. Una violenza così non sarebbe esplosa, probabilmente, in un altro caso». (f.g.)
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