Il Tirreno

Grosseto

sani al governo

«Servono fondi nazionali per l’Ombrone in sicurezza»

GROSSETO. Quella notte fra il 12 e il 13 novembre scorso Grosseto rischiò un’alluvione come nel 1966. Per questo l’onorevole Luca Sani, candidato alle primarie, chiede di riclassificare l’Ombrone...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Quella notte fra il 12 e il 13 novembre scorso Grosseto rischiò un’alluvione come nel 1966. Per questo l’onorevole Luca Sani, candidato alle primarie, chiede di riclassificare l’Ombrone come fiume di II livello per accedere a finanziamenti nazionali: servono bacini di accumulo e casse di laminazione. «Se toccherà a me, sarà uno degli impegni straegici» dice Sani.

Questo l’obiettivo dell’interrogazione a risposta scritta presentata da Sani come ultimo atto del proprio mandato parlamentare. «Quello di un intervento organico lungo l’asta fluviale dell’Ombrone per prevenire le esondazioni – spiega Luca Sani – è un problema annoso, che dal 2007 il sindaco di Grosseto segnala ogni anno al ministro dell’Ambiente. Per questo ho pensato fosse utile sollecitare una risposta anche attraverso un’interrogazione parlamentare. E nel caso fossi confermato nel ruolo di parlamentare so che su questo occorrerà lavorare nell’arco di tutta la prossima legislatura per ottenere risultati».

«Con i suoi 161 chilometri e un bacino idrografico di 3.494 chilometri quadrati – scrive Sani nell’interrogazione – l’Ombrone è il più grande fiume della Toscana meridionale ed ha la maggiore portata di sedimenti in sospensione fra i fiumi regionali. Il suo regime pluviometrico è inoltre caratterizzato da una marcata stagionalità, per cui si alternano periodi caratterizzati da deflussi di piena con portate di alcune migliaia di metri cubi al secondo, a periodi siccitosi con portate di magra al di sotto dei cinque metri cubi al secondo. Considerando la non corretta gestione agroforestale del bacino e l’inadeguatezza di opere di presidio idraulico a difesa di infrastrutture, centri produttivi ed abitati, sono necessari interventi strutturali». In particolare, secondo Sani, «è fondamentale realizzare invasi per l'accumulo della risorsa idrica e per la laminazione delle piene, da effettuare negli affluenti principali (soprattutto Orcia, Farma, Merse e Arbia) dove il trasporto solido è sotto controllo. Gli stessi invasi, peraltro, possono alimentare l'Ombrone nei periodi di secca oltre ad essere sfruttati per esigenze idropotabili. Per programmare nel tempo una così vasta gamma d’interventi è necessario riclassificare l’Ombrone come fiume di II livello, oggi è il III, e poter accedere ai programmi nazionali di messa in sicurezza del territorio contro il rischio idrogeografico che, come lo stesso ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dichiarato, rappresentano una priorità nazionale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa