La manifestazione
Sei nomi e 7 giorni per scaldare i cuori
Le Primarie del Pd sono compresse nei giorni del panettone. Sarà Sani contro Simiani, ma gli altri non stanno a guardare
di Guido Fiorini
Tutti dicono che non sarà un secondo tempo di renziani contro bersaniani. Ma non ne sono del tutto convinti. Qualcuno lo auspica, visto com’è andata a fine novembre in Maremma. Certo è che le Primarie per il posto in parlamento non sono, per ora, piene di contenuti anche se tutti i protagonisti si sentono investiti dalla responsabilità. Alla Fondazione Il Sole, a seguire il primo dibattito c’erano oltre un centinaio di persone, per lo più sostenitori provenienti dai territori: la data infelice del voto, i tempi stretti, l’assenza dei due nomi di riferimento, tutto contribuisce a non scaldare più di tanto il cuore della gente. Vedremo.
La sfida, lo ha detto anche il dibattito, sarà fra il bersaniano Luca Sani, deputato uscente, e il renziano Marco Simiani, sostenuto da tutto il movimento che fa riferimento al sindaco di Firenze. Gli altri, fra i quali un agguerrito Paolo Freguglia che non accetta il ruolo di comprimario (del resto i professori in politica vanno di moda) non sono certo di serie B, ma sono lì perché lo statuto sei ne voleva, tre uomini e tre donne.
Luca Sani, dopo «I cinque anni più difficili dal dopoguerra in Parlamento» punta sulla propria esperienza e su un lavoro iniziato, con buon risultati, e da portare avanti. «In questa ultima parte della legislatura il Pd, con grande senso di responsabilità, si è fatto carico di riforme importanti e ha votato provvedimenti anche impopolari, per il bene dell’Italia. Ora siamo il partito che sarà chiamato a governare e dovrà farlo con coesione, con Bersani premier, per far ripartire il paese. Guai a riproporre il vecchio schema Renzi-Bersani».
Anche Marco Simiani riconosce che sarà Bersani il premier. Ma non vuol disperdere il patrimonio di entusiasmo che ha portato Renzi: «Non dimentichiamo cosa ci ha detto la gente con queste primarie. C’è voglia di cambiare e l’entusiamo nasce proprio attorno a questa volontà. Il 40% di Matteo Renzi è stato un contributo importante in termini di idee e proposte, di svolta rispetto al vecchio modo di far politica». E Simiani sottolinea anche di essere l’unico grossetano: «La città deve essere rappresentata».
Solo Ulrica Fatarella è di Roselle e lei, la più giovane, capelli biondi e occhi azzurri, si mette a disposizione per una politica «Che torni a parlare alla gente e alle piccole imprese. Questo ci chiede il nostro elettorato». Mentre Paolo Freguglia spiega, senza giri di parole che «La gente ci guarda, non possiamo commettere errori. I miei studenti pensano che la politica sia una cosa sporca, dimostriamo loro che non è così». Agguerrite e “fresche” anche Annamaria Gaggioli: «Sono per il gioco di squadra e la coesione, con un occhio all’ambiente» e Giovanna Longo: «Perché la politica torni a parlare alle donne e a farle sentire protagoniste». C’è una settimana scarsa per convincere la gente.
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