Gioco
Morì in piscina, sotto processo il padre. Non avrebbe sorvegliato il piccolo di cinque anni
Rinviato a giudizio l’ambulante marocchino che il 28 agosto dell’anno scorso avrebbe lasciato che il figlio entrasse in acqua senza aver finito la digestione
Aveva solo 5 anni e doveva quindi essere accompagnato; aveva mangiato solo da due ore e invece la digestione dura circa tre ore. Quando si era immerso nella piscina di Giuncarico in quel caldo pomeriggio di fine agosto, Salah Din era andato incontro alla morte. Una morte di cui deve rispondere il padre. Charki El Akroute, 57 anni, nazionalità marocchina, abitante a Tatti di Massa Marittima, deve rispondere di omicidio colposo. Il giudice dell’udienza preliminare Pietro Molino lo ha rinviato a giudizio per l’udienza dell’8 marzo. Non avrebbe sorvegliato a sufficienza il figlio, in sostanza. L’incidente era avvenuto intorno alle 16 del 28 agosto 2011. Il bambino era stato soccorso dal 118: era morto in ospedale, dopo quaranta minuti di manovre di rianimazione a bordo della piscina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
