Il Tirreno

Grosseto

Barocci: «Total, la bonifica non è ancora conclusa»

Il forum ambientalista interviene sul distributore di viale Michelangelo «Gli ultimi dati confermano la persistente presenza di inquinanti cancerogeni»

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GROSSETO. Sulla vicenda della bonifica attorno al distributore Total di viale Michelangelo, interviene Roberto Barocci, del forum ambientalista.

«Recentemente con due note il Comune di Grosseto ha richiesto alla Provincia di Grosseto di svolgere le operazioni di collaudo delle opere di bonifica realizzate dalla Total in prossimità del distributore di benzina di viale Michelangelo, come se la bonifica di quei terreni inquinati fosse conclusa. Ma gli ultimi dati disponibili testimoniano sia la persistente presenza di inquinanti cancerogeni fuori norma, sia la scarsa efficacia dell'ultimo progetto di bonifica, presentato dalla Total, approvato nella conferenza dei srvizi del maggio 2010 e concluso di recente. Se si pensa che quest'ultimo progetto era il diciottesimo (18°) dal 2002, anno di inizio della procedura di bonifica, comprese le integrazioni, le modifiche e le revisioni ai progetti già presentati, si ha un quadro sintetico, ma capace di segnalare oggettivamente il grado di scarsa efficacia dell'operato delle amministrazioni che finora hanno condotto il procedimento di bonifica: l'ufficio ambiente del Comune di Grosseto con l'ausilio dell'Arpat. Rammentiamo che, secondo legge, tale procedura si sarebbe dovuta concludere nell'arco di pochi mesi».

«Se l'Amministrazione comunale avesse dati rassicuranti relativi al periodo di monitoraggio successivo al termine delle opere, che né i residenti né noi conosciamo, ne dia pubblicità. Noi riteniamo che le operazioni di collaudo, che sono in capo al Comune e non alla Provincia sulla base della legge regionale 30/2006, potranno iniziare solo quando le opere di bonifica avranno dimostrato la loro efficacia, per il tempo di monitoraggio previsto dalla legislazione, e non quando lo richiede un ufficio, pur autorevole per la funzione che è stato chiamato a svolgere. Inoltre riteniamo sufficientemente documentata l'oscillazione stagionale della falda superficiale inquinata, e, pertanto, le verifiche vanno condotte in tempi sufficienti a registrare tali oscillazioni, altrimenti si produrrebbero dati non significativi».

«Infine, visto il permanere dei rischi alla salute pubblica, già indicati dall’Asl, come proporzionali ai tempi di esposizione, siamo costretti a rammentare che l'Amministrazione provinciale ha compiti di vigilanza sulle procedure di bonifica, compresa la possibilità di usare lo strumento del commissariamento degli Enti inadempienti e che, pertanto, l'insieme dei fatti registrati in dieci anni di procedure di bonifica inefficaci, richiede di prendere in considerazione anche questo strumento».

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