Proteste
«Morto per cause naturali»
Il romeno di 36 anni non è deceduto per le ferite al volto
GROSSETO. L’autopsia sul corpo di Sergeij, l’uomo di 36 anni trovato morto tre giorni fa nel suo letto in un residence di Marina di Grosseto ha fornito le prime risposte ai carabinieri, che su quella morta, volevano vederci chiaro. L’uomo infatti, il giorno prima, si era presentato al pronto soccorso del Misericordia con una frattura al setto nasale. Una lite, aveva detto ai sanitari che lo avrebbero visitato da lì a poco. Ma dal pronto soccorso è poi venuto via prima che il medico lo potesse visitare. Quel trauma facciale, però, per l’equipe della Medicina legale delle Scotte di Siena non c’entrerebbe niente con le cause della morte dell’uomo. L’autopsia è stata effettuata ieri mattina dal dottor Iacopo Nofri e dal tecnico Marco Doretti e oggi, forse, arriveranno già i primi test tossicologici sul corpo del romeno che divideva da un po’ di tempo l’appartamento con altri connazionali.
I sospetti all’inizio si erano appuntati tutti sulla vita un po’ ai margini dell’uomo che anche in passato aveva avuto alcuni problemi con l’alcol.
Dopo essere venuto via dall’ospedale, Sergeij era tornato nel suo residence a Marina e si era messo a letto.
I suoi coinquilini, la mattina, lo stavano aspettando: lui non si è presentato e così hanno dato l’allarme. Lo hanno trovato a letto, ormai morto.
Sergeij si era addormentato e non si è più svegliato. Ma la sua morte, che sembrava avvolta nel mistero, è stata soltanto causata da fattori che nulla avevano a che vedere con quel trauma del giorno prima.
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