Il Tirreno

Grosseto

Morìa di pesci l’Arpat: «Ora serve un monitoraggio»

Continuano a morire pesci nella zona del canale al Puntone, ma per l’Arpat non ci sono anomalie. Anche se la stessa Arpat ha chiesto un sistema di monitoraggio 24 ore su 24 che le ditte non hanno...

1 MINUTI DI LETTURA





Continuano a morire pesci nella zona del canale al Puntone, ma per l’Arpat non ci sono anomalie. Anche se la stessa Arpat ha chiesto un sistema di monitoraggio 24 ore su 24 che le ditte non hanno ancora realizzato, nonostante siano previste dalle autorizzazioni. «Arpat – scrivono – ha svolto le indagini analitiche ed ispettive del caso. È stato prelevato un campione delle acque e le analisi non hanno rilevato nessuna presenza di effetto tossico residuo. Sono stati anche prelevati, da parte della Polizia provinciale, alcuni pesci per il successivo esame da parte dell' Istituto Zooprofilattico (Izp), ma lo stato di decomposizione dei pesci ha impedito altre valutazioni. La soluzione delle morie di organismi nel canale non può essere individuata intervenendo solo dopo che è stato rilevato l'evento, ma attraverso il controllo regolare e sistematico del canale. E Arpat, da anni, ha anche proposto la messa in esercizio di un sistema di monitoraggio in continuo della qualità delle acque del canale, misura recepita anche nelle recenti autorizzazioni Aia rilasciate alle aziende che sversano i propri reflui nel canale. A tutt'oggi questo sistema di monitoraggio non è stato ancora realizzato da parte delle ditte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore