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Incendio all’hospice per la candela votiva accesa in camera

Incendio all’hospice per la candela votiva accesa in camera

GROSSETO. Ieri mattina, i suoi occhi si sono chiusi per sempre. Le preghiere di sua figlia, recitate fino allo sfinimento accanto al suo letto, probabilmente le hanno reso più lieve il trapasso....

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GROSSETO. Ieri mattina, i suoi occhi si sono chiusi per sempre. Le preghiere di sua figlia, recitate fino allo sfinimento accanto al suo letto, probabilmente le hanno reso più lieve il trapasso. Nonostante che una candela accesa, proprio come voto, ha rischiato di incendiare una stanza dell’hospice.

Erano le tre e mezzo di ieri mattina quando è suonato l’allarme antincendio nel reparto di leniterapia, l’hospice che si trova al secondo e terzo piano del Misericordia. Quando l’infermiera ha sentito il suono provenire da quella stanza, dove sapeva esserci quella donna ormai a un passo dalla morte, ha pensato che fosse successo quello che tutti si aspettavano. E invece no, perché l’allarme suonato era quello antincendio. Gli infermieri, una volta entrati nella stanza, hanno trovato la figlia della signora che dormiva sull poltrona e una fiamma che stava mangiando tutto quello che c’era sul comodino della donna. Consumandosi la candela ha provocato la fiamma sprigionando il fumo che ha attivato l'allarme.

Le fiamme sono state soffocate dal personale del reparto, che ha anche allontanato dalla stanza la figlia che dormiva e la madre subito prima che arrivassero i vigili che hanno spento la fiamma, i tecnici della Asl 9, il personale della ditta di manutenzione.

Nel frattempo è stato, comunque, necessario spostare i 3 ricoverati al piano inferiore, dove si trova il day hospital della Leniterapia, a causa del fumo e per agevolare le operazioni di messa in sicurezza.

I danni, provocati dal fumo e dalla fuliggine, renderanno necessarie operazioni per la bonifica e per il ripristino delle condizioni di sicurezza, sia della stanza che più in generale dell'area di ricovero dell'Hospice, che sono già in corso, ma richiederanno alcuni giorni di tempo. In questa fase i ricoverati rimarranno nell'area del day hospital al piano inferiore.

È stata la figlia della donna ricoverata a spiegare quello che era successo nella camera della madre, in punto di morte. La donna, originaria dell’Est Europa, ha deciso di pregare accanto al letto della madre esattamente come vuole la tradizione del suo paese. Accompagnare la donna alla morte, con il conforto della preghiera e di una candela accesa. Una candela di quelle fini, quasi da centro tavola o decorazione natalizia. La ragazza però, dopo aver acceso la fiamma e dopo aver pregato, si è addormentata, lasciando la candela accesa dentro a un bicchiere di plastica. La cera sciolta, una volta caduta sul comodino, ha sviluppato quel principio d’incendio, che ha scatenato il caso, ieri notte, al reparto di Leniterapia dell’ospedale.

La donna, che era ricoverata all’hospice, ieri mattina alle 10.30 è morta. Dopo una notte travagliata, ma almeno, accompagnata dalle preghiere di sua figlia.

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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