Italia
«Votammo sulla base dei pareri tecnici»
Caso ippodromo, i 61 indagati si sono ritrovati in municipio: non abbiamo commesso nulla di illecito
FOLLONICA. Da tre giorni a questa parte hanno provato ad aprire i cassetti della loro memoria, per visualizzare ogni riga e ogni parola di quelle delibere. Un viaggio a ritroso per ricordare per filo e per segno ciò che c’era scritto negli atti poi approvati con un’alzata di mano.
E forse tornare nel luogo dove per anni hanno ricoperto un ruolo istituzionale poteva servire. Confrontarsi con i colleghi di allora per capire meglio che cosa sta succedendo oggi. Vecchi consiglieri e assessori, l’ex sindaco Claudio Saragosa, l’attuale primo cittadino Eleonora Baldi con la sua squadra di governo: non mancava nessuno all’appello, erano nuovamente tutti insieme in sala consiliare ieri pomeriggio alle 17 e 30.
Nessuno pensava che potesse arrivare una pioggia di avvisi di garanzia come quella di lunedì, una maxi inchiesta che vede 61 persone iscritte nel registro degli indagati della Procura di Grosseto, che ha coinvolto tre legislature, in pratica gli ultimi venti anni di governo follonichese.
«Non me lo aspettavo», il coro unanime dei coinvolti. Una frase che ieri pomeriggio era ripetuta quasi come un ritornello, un mantra. Le facce sembravano quelle di chi è confuso, perplesso, quasi incredulo, per di più tanti di questi personaggi sono oramai lontani dal mondo della politica, quindi mai avrebbero pensato di rientrarci per un motivo simile.
«E’ finito tutto anni fa, no?» dice Franco Gargani, consigliere comunale della giunta Bonifazi e assessore in quella di Saragosa. «Non c’è nessun reato per quanto penso io, nella convenzione è spiegato bene chi poteva far parte della Club House», commenta, certo di aver agito senza compiere nessun illecito. Idem per gli altri, uno ad uno hanno ribadito di aver votato gli atti in base a dei pareri tecnici che li convalidavano.
«Non siamo stupidi», chiosa uno di loro, come a dire che prima di dare l’ok alle delibere che passavano in consiglio tutti si informavano bene soprattutto per quanto riguardava l’avallo dei professionisti. Eppure c’è chi è convinto che dall’indagine siano rimasti fuori i tecnici comunali per un motivo ben preciso e cioè perché tutti avevano «segnalato ai loro amministratori le irregolarità e le illegittimità nascenti sin dalla realizzazione», come sostiene l’ex segretario follonichese di Rifondazione, Roberto Barocci.
«Quelli che avevamo davanti erano pareri di legittimità, di questa storia non ne sappiamo veramente nulla, a rigor di logica mica avremmo votato un atto con delle valutazioni tecniche contrarie, no?», spiegano alcuni dei consiglieri coinvolti, tra cui l’ex vice sindaco Alberto Marenzi. Se da una parte chi ha ricevuto gli avvisi si interroga sul passato, Rifondazione Comunista, che in quella vicenda perse due assessori, cacciati dalla giunta Saragosa proprio perché si rifiutarono di votare una delibera sull’ippodromo, guarda al futuro. «Ora la politica deve avere il coraggio di sedersi intorno ad un tavolo e decidere che cosa fare per non lasciar morire quell’impianto», spiega Mimmo Fiorani, consigliere comunale di Rifondazione all’epoca di Saragosa.
«Non possiamo andare avanti ribalzandoci le colpe, hanno perso tutti e quindi cosa facciamo, perseveriamo nell’errore? Non perdiamo l’occasione anche stavolta». E così chi allora disse che qualcosa non andava, oggi è pronto a discutere nuovamente la vicenda per trovare la soluzione migliore. Per non far diventare l’ippodromo il simbolo come dice Fiorani, «degli errori della politica». «Chi ci ha guadagnato? Pensiamo a questo» - continua l’ex consigliere - deve prevalere l’interesse pubblico e il silenzio assordante dei protagonisti della vicenda non promette nulla di buono».
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