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Grosseto

scuola, vittoria dei sindacati

Sbloccati gli scatti di anzianità Ma prosegue la mobilitazione

GROSSETO. La decisione di sedersi al tavolo delle trattative con il governo e sospendere in extremis lo sciopero dei lavoratori della scuola programmato in modo unitario il 24 novembre scorso ha...

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GROSSETO. La decisione di sedersi al tavolo delle trattative con il governo e sospendere in extremis lo sciopero dei lavoratori della scuola programmato in modo unitario il 24 novembre scorso ha permesso a Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams di centrare l'obiettivo voluto.

Il governo ha deciso di riconoscere l'illegittimità del blocco degli scatti di anzianità che rappresentano l'unica possibilità di progressione di carriera per i docenti. Lo comunicano con soddisfazione i segretari provinciali delle quattro sigle sindacali protagoniste delle trattative al tavolo con il governo: la nota è infatti firmata congiuntamente da Sergio Ceccacci per la Cisl, Fabrizio Settembrini per la Uil, Gerlando Lupo per lo Snals e Barbara Del Dottore per la Gilda.

«È stato difficile ottenere il riconoscimento degli scatti di anzianità visto che il governo fin dallo scorso gennaio si è opposto strenuamente - scrivono i sindacalisti nella nota diffusa al personale della scuola - Ciò che abbiamo ottenuto non è un accessorio ma fa parte della retribuzione principale, entrando anche nel calcolo della pensione e della buonuscita. Ora potrà partire, appena approvato dalla Corte dei Conti, il pagamento dell'aumento stipendiale con tutti gli arretrati per chi ha maturato lo scatto nel 2011».

Gli stessi sindacati si impegnano anche a chiedere al prossimo governo non appena in carica la garanzia del pagamento degli scatti di anzianità anche per il 2012 e ribadiscono le motivazioni di uno stato di “mobilitazione permanente” dentro la scuola pubblica.

«Dobbiamo continuare insieme la mobilitazione - scrivono Ceccacci, Settembrini, Lupo e Del Dottore - per riportare la scuola pubblica, in termine di considerazione e di risorse finanziarie, al centro del panorama politico e sociale del Paese, per l'immissione in ruolo dei precari e per ottenere il rinnovo del contratto, la retribuzione del lavoro sommerso e la correzione della riforma pensionistica».

Scongiurata infine, si legge ancora nella nota, «la paventata ipotesi dell'azzeramento del fondo di istituto. Dall'accordo in sede ministeriale emerge che alle scuole per la retribuzione accessoria restano, anche a regime, più di un miliardo di euro».

Sara Landi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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