Italia
Mamma senza lavoro offerte e tanta solidarietà
La Maremma si mobilita per Cry, si muovono anche Coeso e Caritas Ma ancora non si trova un’occupazione: «Con quella ce la faremo anche da soli»
GROSSETO. Con Cry, la donna che nei giorni scorsi si era rivolta al nostro giornale per denunciare il proprio stato di indigenza e raccontare la disperazione di non poter fare un regalo al figlio il giorno di Natale, ieri abbiamo fatto il punto della situazione.
E, come ci aspettavamo, la grande generosità della Maremma è venuta fuori. Dopo l'articolo di lunedì non sono mancate le telefonate, i gesti di solidarietà, le promesse di aiuto.
Ma non basta. «Ringrazio tutti - attacca Cry - ma adesso devo trovare un lavoro, perché solo così potremmo uscirne e in futuro mantenerci e vivere in modo dignitoso. Vogliamo riuscirci da soli, con i nostri sacrifici».
Tra i primi a chiamare la donna, lunedì, i vertici di Equitalia, che due giorni fa hanno proposto una dilazione del debito con rateizzazione delle cartelle, hanno fermato l'iter per il “blocco” dell'auto e soprattutto hanno coperto - con una colletta - la prima rata, quella più significativa. Le successive sono abbordabili.
Poi c'è stata la chiamata di don Enzo Capitani, direttore della Caritas. Cry lo incontrerà nei prossimi giorni. Una mano arriverà anche da qui, dal braccio pastorale della Cei, testimonianza della carità della Chiesa nella società.
Un passo verso Cry e la sua famiglia lo stanno facendo anche alcune associazioni, unite da tempo per dare vita al progetto “Fondo di solidarietà”, a sostegno delle fasce più deboli della popolazione.
Un'idea sostenuta anche dalla Società della Salute grossetana, che si è impegnata ad attivare specifiche procedure di segnalazione delle situazioni a rischio. Esiste, infatti, un fondo di solidarietà a cui attingere nel caso di bisogno, laddove si fanno sentire gli effetti della crisi economica.
Ovviamente non interviene random, in modo approssimativo, ma facendo ricorso a chi professionalmente sa come affrontare le situazioni di disagio. Spetta infatti al servizio sociale della Società della Salute grossetana individuare i soggetti che hanno diritto al contributo. Ovviamente si garantisce l'anonimato e la massima riservatezza. Un piccolo esempio di sussidiarietà orizzontale in cui le persone aiutano gli altri non in modo volontaristico, ma avvalendosi della professionalità degli assistenti sociali.
Ma soprattutto, negli ultimi giorni, Cry ha ricevuto diverse telefonate da cittadini comuni, persone disposte ad aiutarla: Patrizia, Graziano, Mario, Stefania, Maurizio (a nome di altre famiglie). Una mamma e una zia hanno portato un’offerta in denaro.
Resta da risolvere il problema principale: il lavoro.
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