Finanza
Mabro in Procura Da oggi sciopero
Le lavoratrici si fermano per sei ore dopo il blocco della Cig Intanto l’azienda paga ottobre solo a chi ha lavorato
GROSSETO. Il giorno dopo la batosta, il mancato anticipo della cassa integrazione in deroga, le lavoratrici della Mabro sono tornate a battagliare in assemblea.
Non bastasse la sgradita sorpresa di Fidi Toscana, che ha richiesto quindici giorni di tempo per valutare il fondo di garanzia, tramite il quale le banche avrebbero fatto arrivare i soldi della cassa integrazione, facendo saltare il regalino di Natale alle lavoratrici, ieri l’azienda ha saldato il mese di ottobre.
Sì, ma l’ha fatto solo per quelle dipendenti che hanno lavorato tutto il mese. Niente stipendio per chi ha scioperato o era stato messo in cassa integrazione. Una scelta che la manager Benedetta Bertellini commenta così. «Il saldo è una scelta che va a vantaggio di chi ha lavorato e non era in cassa, non riuscivamo a coprire tutte le spese, ma speriamo di fare altre operazioni entro la fine dell’anno».
Insomma, penalizzate le solite lavoratrici. «Ancora una volta ci sentiamo discriminate - dice Nadia Perino della Rsu - l’azienda avrebbe potuto dare un acconto del mese di novembre a tutti anzichè far contente solo una trentina di colleghe per ottobre. È una decisione che contestiamo».
Stamani intanto una delegazione della Mabro sarà ricevuta in Provincia dal presidente Marras. E dopo l’incontro si recherà in Procura per contestare nero su bianco anche Fidi Toscana, che ha rallentato la procedura di sblocco della cassa in deroga. Ripartirà anche lo sciopero di sei ore, che rallenterà la produzione. «C’è sempre qualcuno a metterci i bastoni tra le ruote, forse non danno garanzie perché sanno che chiuderemo», è l’amara sintesi della vicenda.
L’intervento Sulla vertenza Mabro interviene anche il consigliere Pdl Fabrizio Rossi. «È semplicemente vergognoso che Regione e Fidi Toscana si nascondano dietro il solito zelante burocrate che non ha predisposto le scartoffie. Se la burocrazia può attendere o forse allungare i tempi per far avere i denari a chi spettano, i lavoratori non hanno tutto questo tempo. Dietro di loro ci sono le famiglie in difficoltà dopo mesi di miseri acconti e con gli aumenti delle utenze e delle tasse dell'ultimo anno. In una situazione così, con l'economia cittadina in caduta libera, non si può giocare al gatto col topo come sta facendo Regione e Fidi Toscana. Le pratiche dovevano essere da tempo predisposte, senza indugi e senza scuse».
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