Il Tirreno

Grosseto

La rabbia di Albinia sotto al tendone «Servono i soldi»

di Claudia Della Verde
La rabbia di Albinia sotto al tendone «Servono i soldi»

L’incontro “chiarificatore” non calma gli animi della gente Marras e Bramerini in soccorso del sindaco Paffetti

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ALBINIA. Un'assemblea chiarificatrice con la cittadinanza di Albinia che tanto chiarificatrice non è stata. Gli amministratori orbetellani e la politica dei piani più alti, rappresentata dall'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini ed il presidente della provincia Leonardo Marras, incontrano la popolazione alluvionata per un colloquio volto alla risoluzione dei problemi di comunicazione tra enti e privati. Insomma, un dibattito per tagliare fuori una volta per tutte le polemiche ed avviare un nuovo percorso condiviso. Condivisione e collaborazione annunciata da tutti i partecipanti, la cui materializzazione, al momento, pare però quasi utopia. Nonostante la buona volontà degli inquilini di piazza del Plebiscito, schierati sul palco in una formazione ridotta - l'assessore Ragusa ed i consiglieri importanti come Amadori (il delegato all'agricoltura) e Vaselli (responsabile della frazione di Albinia) se ne sono stati in disparte ad ascoltare – quello di mercoledì è stato un colloquio forse troppo improvvisato, caratterizzato da continue incomprensioni e tempi di intervento non calcolati. Insomma, se non è stata proprio un'azione kamikaze da parte degli unionisti, poco ci è mancato.

Il sindaco inizia con i ringraziamenti, palesando la paura di non poterlo fare a fine conferenza; scelta che già di per sé offende i partecipanti per la poca fiducia concessa, che non aspettano a scaldarsi.

La gente di Albinia, tesa e numerosissima all'interno del tendone allestito nel piazzale della Coop, aveva bisogno di risposte, che non sono certo arrivate con questo incontro. Unica speranza a cui si appigliano gli abitanti della frazione lagunare rimane un intervento da parte dello Stato, che consentirebbe di liberare cospicue risorse per far ripartire le aziende: ad esempio, un massimo di 500 mila euro da destinare alle imprese agricole.

Ma a far infuriare la folla è anche il mancato blocco delle tasse comunali quali l'Imu: qualcuno dal pubblico grida alla Paffetti «l'ho pagata senza avere una casa», sentendosi rispondere direttamente dall'assessore Bramerini – che prontamente toglie il microfono al primo cittadino con la speranza di essere il più esaustiva con i propri interlocutori «questa non è una colpa del comune di Orbetello, semplice esecutrice di un ordine statale».

Altra questione attualissima in questo periodo riguarda lo stoccaggio dei fanghi e la scelta di un'ubicazione vicinissima al paese. A far scalpore è Adriano Bertaggia, dissidente della corrente di centrosinistra che porta all'attenzione di tutti il caso di una signora venuta a contatto con il limo, le cui mani sono cosparse da bolle.

«Lei ha dichiarato pubblicamente che questi fanghi non sono tossici – dice rivolgendosi al sindaco con tono accusatorio - ci dica adesso cosa vuole fare». «Nel nostro territorio non ci sono grandi fabbriche o industrie che potrebbero contaminare la melma» risponde la Paffetti, la quale si astiene dal dare informazioni più precise in attesa dei risultati delle analisi da parte dell'Arpat (vedi sotto, ndc). «Serve un procedimento ben preciso, ci abbiamo messo 10 giorni per individuare il sito» continua il sindaco, risvegliando nuovamente la rabbia dei presenti, che trova l'apice con l'ultima sua affermazione «stiamo lavorando per portare via quanto prima i vostri rifiuti dal paese».

Il primo cittadino si accorge subito di aver sbagliato ad usare il termine “vostri” e cerca di chiedere scusa, ma senza risultati. Cerca di essere incisivo anche Marras, che appoggia la Paffetti sulle scelte, intraprese in nome della legalità «La nostra partita, quella più importante – spiega il presidente - si gioca in queste ore, e riguarda la sospensione dei tributi, la deroga al patto di stabilità, i 150 milioni di euro per la ricostruzione destinati al pubblico. Sulla sicurezza non si possono fare sconti: 97 i punti sulle strade provinciali da rifare, i lavori a tutto l'impianto idraulico e la costruzione di una cassa di espansione che contenga le acque dell'Albegna della capienza di 61 milioni di metri cubi d'acqua». In attesa di incontrare la politica nazionale, accompagnato dalle 12 associazioni della camera di commercio, Marras non vuole illudere la folla e anticipa chiaramente che «Ci sarà da aspettare per avere un contributo, che sicuramente non coprirà tutte le perdite». Ad essere in breve annunciati sono stati poi anche i lavori di rifacimento della via Maremmana. A chiudere, non prima degli ormai noti veleni sui tempi dell''allarme alla piena, è stato Marcello Stoppa, che, con un sincero «Noi siamo qua, sto patendo quanto voi», raccoglie per primo gli applausi degli spettatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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