Finanza
«Ci hanno dato degli assassini»
Geotermia, un operaio Enel: «Basta con queste ingiurie» «Siamo rispettosi dell’ambiente, noi una risorsa per tutti»
PIANCASTAGNAIO. «Sabato scorso alla manifestazione di Sos Geotermia a Piancastagnaio, in tutto 40/50 persone, davanti al cantiere Pc36 hanno gridato verso gli operai “assassini”. Io sono uno di quegli operai, e non sono, nè mi sento, assassino; il mio impegno per il rispetto dell'ambiente è totale: la raccolta differenziata, il controllo delle acque, l'uso di sostanze naturali, (bentonite, oli vegetali). Non accetto una simile ingiuria, specialmente se viene da persone che non conoscono il mio lavoro».
Questo post sulla bacheca Facebook di Fausto Rossi, un operaio dell’Enel di Castel del Piano, dopo l’ennesima manifestazione antigeotermica, ha provocato un acceso dibattito in rete. È la prima volta, questa, che un operaio Enel che si è sentito colpito al cuore, ci mette la faccia e esce allo scoperto. «I comitati vengono alle riunioni pubbliche pensando di avere la verità in tasca - dice Rossi - e diffondono notizie allarmistiche, senza conoscere come Enel lavora. Sarebbe, adesso, l’ora di farla finita».
Rossi è un addetto alle perforazioni: «L’ultimo foro a Bagnore è stato fatto nel 1999. E anche in alcuni dei vecchi fori non sono stati fatti più ripristini. Le 320 persone (8 equipaggi) che lavoravano solo per le perforazioni, sono state ridotte a 100 (solo 3 equipaggi). Dal 1985 al 1999 vi lavoravano circa 45 persone dell’Amiata, che oggi sono diventate 6. La geotermia è stata osteggiata da un pugno di persone e ci ha rimesso lo sviluppo della montagna. E pensare che noi siamo stati chiamati in Francia per “riprodurre” la geotermia dove non c’è. E qui che abbiamo la risorsa non la vogliamo sfruttare».
Rossi difende il suo lavoro e smonta ad una a una le teorie dei comitati «Non parliamo della bufala dell’arsenico. E Enel rispetta l’ambiente. Tutto quel che cade dentro i cantieri di lavoro, non viene disperso; c’è una gestione direi maniacale dei rifiuti, gestiti da una società apposita. I detriti sono prelevati e smaltiti. I metodi e gli strumenti di lavoro hanno raggiunto livelli altissimi di sicurezza: perforazioni con l’uso di argilla naturale». E poi la presenza di quelli che sono considerati indici veri dell’inquinamento naturale: «Attorno alla centrale di Bagnore, nei fossi vi sono gamberi di fiume e trote fario. Attorno ai camini volano stormi di rondinelle. Sono segnali significativi dell’assenza di inquinamento».
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