Sicurezza
La lotta per le Ferriere dell’assessore Franchina
MASSA MARITTIMA. Da sabato mattina, quando è arrivata la notizia della sua scomparsa, i ricordi legati a Letizia Franchina si rincorrono. Non solo a Scarlino, dove aveva la delega alla Cultura, ma...
MASSA MARITTIMA. Da sabato mattina, quando è arrivata la notizia della sua scomparsa, i ricordi legati a Letizia Franchina si rincorrono. Non solo a Scarlino, dove aveva la delega alla Cultura, ma anche negli altri Comuni maremmani. Come a Massa Marittima, dove la compianta si era presa a cuore anni le Ferriere di Valpiana. Uno dei promotori, Diego Accardo, ne ricorda oggi le qualità. «Per trent’anni vice soprintendente ai beni archeologici di Siena e Grosseto era un personaggio da conoscere e ho avuto la fortuna di conoscerla e apprezzare la sua professionalità. – racconta - L'ultima volta che l’ho vista è stato a Valpiana per la conferenza del 24 marzo sulle Ferriere, era intervenuta con indosso la fascia tricolore, nella consapevolezza di dare ufficialità all’evento promosso dal Fai per la riscoperta delle antiche fabbriche siderurgiche Granducali. Un bene archeologico raro che rischia la distruzione». Le parole dell’assessore erano ben dosate dalle proprie conoscenze e competenze. «Aveva parlato delle Ferriere, mettendo in evidenza l’unicità del bene nel contesto territoriale e paesaggistico delle Colline Metallifere. – continua Accardo - Un motivo di gioia e soddisfazione per la comunità locale e per quel mondo culturale che crede a una nuova concezione dello sviluppo basato sulla valorizzazione del patrimonio territoriale inteso come bene comune». Poi, alla fine dell’incontro, «Franchina ci esortava ad andare avanti, con la coscienza, che i problemi per la salvaguardia del sito archeologico di Valpiana sono tanti e difficili». Perché quella è sempre stata la sua battaglia. «Con l’avvedutezza che battersi per la protezione dei beni culturali – conclude Accardo nel suo ricordo - rappresenti un atto di responsabilità necessario per le generazioni future, che oggi onoriamo la memoria di una resistente del territorio». (a.f.)
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