Attenzione
È chiusa da anni ma quella discarica è sempre più piena
Continua la telenovela in via Quattro Cerri-Casella Alta Il vecchio deposito dei rifiuti colmo di mobili, tv e materassi
CASTEL DEL PIANO. Continua, a Castel del Piano, la telenovela della discarica abusiva in via 4 Cerri-Casella Alta. La storia è ormai nota da anni, da quando, cioè, la discarica fu chiusa e fu resa disponibile quella della Zancona. Invece il vecchio deposito non ha mai smesso di essere malamente e illegittimamente utilizzato, soprattutto perché più “comodo” dell’attuale discarica, che dista dal capoluogo alcuni chilometri.
I residenti della zona dei Quattro Cerri sono anni che portano avanti una battaglia contro chi abbandona di tutto sul margine di una strada che corre fra i castagni, sopra il cimitero del paese, zona assai utilizzata per passeggiate e che si sviluppa dentro la borgata della casella Alta. Non sono mancati appelli del sindaco e anche la sorveglianza è aumentata. Ma niente da fare. «Alcuni cittadini modello - fanno ironicamente notare alcuni - utilizzano questa via, di fronte ad un ex deposito del Coseca, per lasciare a terra di tutto, senza curarsi se sia corretto o meno. Siamo arrivati a dei livelli veramente assurdi. Lì vengono portati mobili e televisori, materassi e sanitari, ma anche batterie, eternit, calcinacci. C’è proprio di tutto».
Insomma, qualcuno non vuole capire che la discarica, ormai, da anni non c’è più e che esiste un’isola ecologica dietro al ponte della Zancona. Lì c’è un’area apposita dove il cittadino può andare a depositare personalmente oppure può prenotare dal Coseca il ritiro degli oggetti di cui si vuole disfare. Ma siccome alla maleducazione non c’è limite, anche alla discarica della Zancona ci sono problemi. Invece di entrare dentro l’area delle discarica, molti preferiscono scaricare in due piazzole ai margini della strada provinciale che va a Paganico e gettare l’immondizia anche dentro la macchia adiacente, così che gli spiazzi destinati alla sosta sono sempre pieni di spazzatura di ogni specie.
Forse dipenderà dal fatto che l’isola ecologica della Zancona si trova un pò fuori mano rispetto al centro abitato, a dieci minuti di auto e sarà anche perché alcuni oggetti non vengono ammessi a discarica, come ad esempio i sanitari. E sarà dunque per questo che la gente li abbandona dove capita, anche dentro i castagni, o li getta nei torrenti e nei fossi. In zone periferiche, dentro il bosco, poi, non è raro trovare anche i calcinacci, che hanno bisogno di essere trasportati assai lontano in luoghi appositi per il conferimento, perché in zona non c’è un centro autorizzato.
Anche più complesso e dispendioso è l’iter per le aziende per le quali, in ogni caso, per fortuna, esiste per la raccolta di inerti la ditta privata Galeotti di Poggi del Sasso a cui possono conferire le aziende edili. «Una presenza meritoria quella della ditta Galeotti - commenta Maurizio Pellegrini coordinatore Cna - ma per le aziende che hanno bisogno di conferire inerti, comunque, c’è una bella trafila da fare: autorizzazione regionale che fra bolli e contro bolli viene a costare dai 400 ai 500 euro e va rinnovata ogni anno; poi bisogna dotarsi di un apposito formulario da riempire meticolosamente e trasportare a proprie spese all’impianto gli inerti. Insomma burocrazia e denaro. Ma è positivo, in ogni caso, che il centro autorizzato ci sia».
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