Il Tirreno

Grosseto

«Consiglio consapevole delle violazioni in atto»

di Pierluigi Sposato
«Consiglio consapevole delle violazioni in atto»

Il gip Molino aveva individuato responsabilità per la delibera 58 del 2001 ma aveva archiviato per prescrizione: fatti risalenti a oltre 5 anni prima

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GROSSETO. «Proprio quanto bene evidenziato dall'organo d'accusa circa la "precisa volontà dell'amministrazione comunale di alleviare l'esposizione finanziaria sostenuta da Follonica Corse Cavalli per aggiudicarsi l'appalto" costituisce un elemento probatorio di notevole rilevanza circa la consapevolezza di compiere una condotta in violazione della normativa al fine specifico di far conseguire un ingiusto profitto patrimoniale alla società Fcc».

Archiviazione. Sono queste le parole che il gip Pietro Molino aveva usato nel febbraio 2008 per inchiodare il consiglio comunale alle proprie responsabilità, in ordine alla delibera 58 del 6 luglio 2001. Parole cui era comunque seguito l'accoglimento della richiesta di l'archiviazione, per prescrizione. Parole poi riprese però dalla nuova indagine sull'ippodromo che ha coinvolto tre amministrazioni follonichesi.

Responsabilità del consiglio. Il giudice dissentiva in questo punto dal pm Massimiliano Rossi, che ravvisava difficoltà nell'individuare responsabilità dei consiglieri: «Per poter ipotizzare una responsabilità penale a carico dei predetti - scriveva il sostituto procuratore nella richiesta di archiviazione del procedimento contro ignoti, il 16 gennaio 2007 - non sarebbe ovviamente sufficiente provare la loro partecipazione attiva all'emanazione del provvedimento ma sarebbe comunque necessario acquisire, a loro carico, la prova della consapevolezza di far conseguire un ingiusto profitto patrimoniale alla società Fcc. E' evidente come, allo stato degli atti, tale prova sia assolutamente carente». Anche perché il Comune aveva affidato la predisposizione degli atti a un professionista, per il quale non era possibile ipotizzare una condotta dolosa in complicità con gli amministratori. Secondo il gip, invece, lo scopo era ben chiaro e le responsabilità erano evidenti.

Prescrizione da 5 anni. Ma il termine dei 5 anni - quelli della norma precedente, più favorevole agli indagati - da applicare per la prescrizione era (e qui pm e gip erano d'accordo) «ormai irrimediabilmente decorso» come scriveva Molino, che aveva individuato nell'iter una «palese deviazione» dalle previsioni del piano regolatore generale. E tale deviazione era certamente da individuare nella delibera 58 e alla approvazione, di poco precedente, dello schema di preconvenzione «nella misura in cui contempla - aggiungeva il gip - la possibilità per la società Fcc di riservare gli alloggi destinati a foresteria a varie tipologie di soggetti tra cui anche i soci del costituendo Club House».

Il caso Club House. Questo era l'aspetto centrale anche per la Procura della repubblica che invece non riscontrava aspetti penalmente rilevanti (caso mai, privatistici) nella delibera (la 36 del 2000) per la stipula della preconvenzione e nella firma della convenzione stessa. Idem per il rilascio della concessione edilizia (28 marzo 2003), visto che il problema sta non nell'impianto ma negli alloggi.

Urbanizzazione e vantaggi. Ed era evidente che «sia stato procurato - scriveva il pm Rossi - alla società Fcc un ingiusto vantaggio patrimoniale», perché destinando gli alloggi anche a chi non è collegato alle attività dell'ippodromo, a bando di gara ormai aggiudicato, «il valore degli stessi è risultato automaticamente aumentato senza che a tale incremento corrispondesse un maggior onere a carico della predetta società», ivi compreso il risparmio di 836 mila euro per gli oneri di urbanizzazione. Vi sarebbe stata «un'alterazione della regolarità formale della gara - sempre secondo il pm - attesa la rinuncia da parte dell'amministrazione comunale a conseguire l'ulteriore vantaggio patrimoniale derivante dall'attribuzione di oneri di urbanizzazione più onerosi».

Illeciti ve ne erano ma non sarebbero stati più perseguibili al momento della chiusura delle indagini, nel 2007.

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