Finanza
«La competenza era del consiglio»
Violato il Testo unico degli enti locali. Nessun funzionario indagato
FOLLONICA. Doveva essere il consiglio comunale - e non la giunta - ad esprimersi sui rapporti tra Comune di Follonica e Follonica Corse Cavalli in merito al diritto di superficie che si costituiva nell'ippodromo per 99 anni e per le 167 foresterie e che era stato ceduto nel 2009 alla Cerretelle srl.
E' questa una delle contestazioni che la Procura della repubblica muove all'attuale giunta a proposito della delibera di giunta n.79 dell'8 aprile 201. Perché il Testo unico degli enti locali attribuisce competenze esclusive al consiglio in materia di: concessione di pubblici servizi; affidamento di attività o servizi mediante convenzione; acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni. E quella per l'ippodromo era appunto una convenzione. Baldi, Viviani, Stella, Novelli, Bernardi e Rapezzi sono i nomi degli amministratori presenti (e indagati) a quella riunione, iniziata alle 14,30 alla presenza del segretario generale Stefano Bertocchi, che in questa vicenda non è indagato come non lo è il responsabile del servizio Luigi Madeo che su quella delibera (contenente le rettifiche e le precisazioni redatte dal notaio Sergio Graziosi di Follonica - anch'egli estraneo all'inchiesta) aveva apposto i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile.
Nessun funzionario comunale, del resto, compare nell'avviso di fine indagini per abuso d'ufficio e lottizzazione abusiva. Allo stato dei fatti, la Procura non ravvisa alcun tipo di ipotetica responsabilità nei loro confronti in alcuna delle fasi che avevano portato al varo degli atti amministrativi. Diverso era stato il caso dei gazebo, dove i funzionari comunali erano stati messi sotto accusa e in taluni casi anche condannati in primo grado (assolti in appello). Ma diversa era anche la fattispecie, trattandosi in quel caso di un regolamento (legge speciale) e non di una convenzione come per Follonica.
A prescindere dalle competenze, il problema è comunque quello della Club house, cioè della possibilità per i soci di utilizzare e di acquistare le foresterie in assenza di controllo sui requisiti sugli stessi soci di tale struttura. Perché tale carenza la Procura la rileva anche nelle delibere del consiglio comunale, come la 36 del 28 aprile 2000 (Bonifazi sindaco) sullo schema di preconvenzione in realtà stipulata due mesi dopo e la 58 del 6 luglio 2001 (idem) sul piano particolareggiato e sulla convenzione del 28 marzo 2003. Anche queste due delibere - passi precedenti dello stesso iter - sarebbero viziate da illegittimità, come stabilito dal gip Pietro Molino che nel 2008 aveva deciso per l’archiviazione del procedimento 5871 del 2006 ritenendo comunque l’esistenza della prescrizione. Il contenuto di tale decreto di archiviazione (datato 25 febbraio 2008), argomenta la Procura, doveva essere ben conosciuto dalla giunta (notifica del 29 febbraio): il gip dichiarava l’illegittimità soprattutto della delibera 58 in relazione al mancato divieto assoluto di offerta a terzi degli immobili, in vendita o in affitto. È l’articolo 14 della convenzione 2003, quello sulla destinazione delle foresterie, a ricorrere più volte nelle pagine dell’avviso di fine indagini.
Anche quando la maggioranza Saragosa aveva approvato in consiglio comunale la delibera 61 del 24 luglio 2006: una proroga ai lavori (per ippodromo e foresterie) fino al 20 luglio 2008, una proroga concessa alla Follonica Corse Cavalli, secondo la Procura, perché questa il 6 giugno 2006 aveva motivato il ritardo «anche in riferimento alle difficoltà di commercializzazione degli alloggi a uso foresteria». Nella lettera, la società lamentava anche l’adeguamento alle prescrizioni Unire intervenute, chiedendo almeno 36 mesi di proroga. Nella delibera di consiglio, si fa riferimento anche «alle sospensioni causate dalle difficili sospensioni meteo».
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