Italia
Concorsone e polemiche «Questo test è una beffa»
Parlano i precari che hanno sostenuto le prove: promossi al mattino 134 su 329 «Ma con quanto costa farlo, non era meglio scorrere le graduatorie?»
GROSSETO. Precari storici della scuola mescolati a disoccupati o precari di altri settori che magari rispolverano il proprio diploma al Magistrale o la laurea in lettere per approdare dietro una cattedra. Già si sapeva che il concorsone del Miur avrebbe catalizzato l’attenzione anche di chi finora non ha mai insegnato nelle scuole italiane e così è stato anche a Grosseto dove lunedì e ieri i laboratori informatici dello Scientifico e dell’Iti hanno ospitato a turni decine e decine di aspiranti prof maremmani. O prof che già lo sono da tempo, ma ancora nel tunnel delle supplenze. Stavolta in gioco («in palio», sottolinea una docente che confessa tutta l’amarezza di partecipare a una mega-lotteria) ci sono posti di ruolo, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Ognuno al quizzone (cinquanta domanda in 50’, con la soglia per passare fissata a 35 punti) si presenta con la sua storia: di studi, di lavoro, di esperienze e di speranze. Una speranza che attraversa trasversalmente le generazioni, se è vero che la candidata più giovane di questa tornata è del 1988 e la più anziana del 1953. La domanda, per chi è in attesa del proprio turno e per chi è appena uscito, è la stessa: questo test è una lotteria?. La prima a rispondere è Lorella, 47 anni, candidata per l’insegnamento di disegno tecnico alle scuole medie. «Approvo la modalità del test al computer perché è più obiettiva e sono impossibili clientelismi e favoritismi e va bene anche una scrematura all’ingresso ma avrei preferito essere valutata sulla base di domande inerenti la classe di concorso, sarebbe stato più corretto. Un buon insegnante non deve mica essere un tuttologo». Indignata per la modalità della prova preselettiva del concorso anche Lucia Pasquini di Scansano: «Lo scriva pure, sono ridicoli. E’ così che pensano di scegliere chi insegnerà ai nostri figli, con domande da cultori della Settimana Enigmistica?». Alla spicciolata escono anche altri candidati e i musi lunghi prevalgono sui sorrisi distesi di ha superato indenne il primo step, scampando trappole e passi falsi. I respinti sono quelli che si sfogano più volentieri. «L’insegnamento non sarebbe la mia scelta – dice una candidata, anche lei scivolata sul quizzone – ma era comunque un’opportunità da tentare. Onestamente non capisco i quesiti di logica ma ho trovato più impegnativi del previsto anche quelli in lingua straniera». Mentre stanno uscendo gli ultimi di un turno, c’è già chi si presenta ai cancelli per l’appello successivo. Come Francesca, insegnante precaria da 8 anni di diritto ed economia aziendale a Santa Fiora. Considerando che lo definisce senza mezzi termini “concorso-beffa” di cose da dire ne ha a iosa. «A cominciare – dice Francesca – dalla palese bugia data per cui finalmente dopo tanti anni si fa un concorso nella scuola. Ecco: questo è falso. Io il concorso pubblico per titoli ed esami l’ho già fatto quando sono stata ammessa alla Ssis (le scuole di specializzazione e formazione dei docenti, poi abolite, ndc), ho l’abilitazione a insegnare e lo faccio da anni». Malgrado questo lei ha deciso di provarci, pur non condividendo l’operazione fatta dal Miur. Francesca sa di doversela vedere anche con persone che non hanno mai messo piede a scuola, e questo, si capisce, la indigna. «Se nel merito non lo condivido questo concorso – aggiunge – anche considerando le modalità di svolgimento la situazione non migliora. E’ evidente che il test favorisce chi ha una mente logico-matematica e soprattutto chi, non lavorando, ha potuto esercitarsi a ripetizione sul simulatore».
Per non parlare di tante altre piccole e grandi magagne tecniche come l'impossibilità di scaricare i quiz per esercitarsi off line e le difficoltà per i possessori di tablet. «Con quanto costa fare questo mega-concorso – aggiunge Marina che maestra già lo è ma, pure lei, precaria – sarebbe stato meglio pensare di smaltire le graduatorie». Quanto ai numeri, stando almeno ai risultati ufficiali affissi fino a ieri all’albo delle scuole che hanno ospitato le prove, le performance grossetane sono in linea con il trend regionale. Su 391 preiscritti al concorso si sono presentati ai test in 329: i “promossi” sono stati 134. Resta da vedere come si sono comportati gli ultimi candidati dei turni di ieri pomeriggio.
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