Il dolore
Furto in chiesa, sparisce l’ostensorio
Nuovo episodio alla Madonna delle Grazie di Castel del Piano. Il parroco don Zecca: «Qualcuno segue le mie mosse»
CASTEL DEL PIANO. Ennesimo furto, a Castel del Piano, nel santuario della Madonna delle Grazie. Questa volta, nella chiesa della Madonna, è sparito un ostensorio lasciato dal parroco don Giovanni Zecca sopra la credenza a fianco all’altare maggiore che don Giovanni stava preparando per la funzione della sera.
Nella chiesa già addobbata per il Natale, con la culla del Bambino esposta sopra la sacra mensa, si è perpetrato l’ultimo furto sacrilego ai danni di una chiesa che è ultimamente nel mirino dei ladruncoli, forse anche perché facile da tenere d’occhio, posizionata com’è a lato della piazza principale cittadina, che, comunque, è anche dotata di telecamere. Erano le 16 quando il sacerdote è arrivato nella chiesa della Madonna delle Grazie dove alle 18 avrebbe dovuto celebrare la novena natalizia. Si è trattenuto nel santuario per mezz’ora, cominciando a preparare gli arredi sacri che gli sarebbero serviti più tardi, compreso, appunto, l’ostensorio.
«Verso le 16,30 mi sono dovuto allontanare e sono rientrato per finire di sistemare gli oggetti verso le 17,15. Quando sono andato a prendere l’ostensorio sopra la credenza per metterlo sull’altare, era sparito. Nel ripiano era rimasto solo il tronetto sul quale si appoggia l’ostensorio». Dunque, come sospetta il parroco, c’è qualcuno che sorveglia le mosse del sacerdote, e appena si accorge che la chiesa è priva di sorveglianza, agisce. La Madonna delle Grazie è nel mirino dei ladri, insomma. «Anche ultimamente - racconta Don Giovanni - sono state scassinate le elemosiniere. Si spacca tutto anche per pochi spiccioli. Mi dicono che devo tenere le chiese aperte. Ma come devo fare, se nemmeno l’unica chiesa che apro riesce ad essere al sicuro? D’estate organizziamo, con i fedeli, dei turni di sorveglianza, ma d’inverno è più difficoltoso. È buio, freddo, non si può fare».
Il problema della necessità di sorveglianza del santuario è stato affrontato davanti a una chiesa piena zeppa di fedeli per la novena, dalla stesso maresciallo dei carabinieri venuto in chiesa per il sopralluogo dopo la denuncia di don Giovanni: «Lo ha detto ai fedeli lo stesso maresciallo - racconta il sacerdote - che è necessario sorvegliare tutti insieme, la chiesa, nel senso che se qualcuno vede qualcosa di sospetto, è bene che avverta i carabinieri. Sono stato contento di questo appello e di questa solidarietà. I carabinieri sono pochissimi, a Castel del Piano e fanno il possibile. Ma non possono mica stare a giornata davanti alla Madonna delle Grazie! È la stessa popolazione che deve fare da presidio. Io non so più come fare. Non ho potuto trattenere le lacrime quando mi sono accorto di questo ennesimo furto nella chiesa».
L’ostensorio rubato domenica non è catalogato, in quanto è abbastanza recente e di limitato pregio, ma è quello di maggior valore spirituale per i fedeli, come spiega don Zecca. È stato donato alla chiesa dal vescovo monsignor Irzio Magliacani, originario di Castel del Piano, nel 1970. «Ha un valore affettivo grande, anche se è di metallo povero e di fattura recente». Ma ai ladri è piaciuto lo stesso.
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