Attenzione
Crac del Consorzio per le case invendute
FOLLONICA. Tre presidenti, che si sono succeduti alla guida del Consorzio Etruria. Armando Vanni, Luigi Minischetti e Riccardo Sani. E un dipendente, Piero Frasconi,che gestiva l’ufficio vendite ed...
FOLLONICA. Tre presidenti, che si sono succeduti alla guida del Consorzio Etruria. Armando Vanni, Luigi Minischetti e Riccardo Sani. E un dipendente, Piero Frasconi,che gestiva l’ufficio vendite ed era consigliere della società Cerretelle Follonica, incaricata di vendere, appunto, le foresterie dell’ippodromo. La realizzazione prima e la mancata vendita poi, sono uno degli affari che ha mandato a gambe all’aria il Consorzio Etruria che ha dovuto ricorrere al concordato preventivo in continuità.
Nel 2005, quando arrivò il primo stop alla vendita di quelle foresterie da parte della magistratura cominciò il dissesto della cooperativa di Montelupo. C’era il progetto dell’ippodromo di Follonica e quello del porto di Scarlino.
Il Consorzio Etruria si era aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’impianto. E grazie a una scrittura privata sottoscritta dal Consorzio etruria e da Follonica Corse Cavalli il 7 novembre 2002, prima che le compravendite venissero bloccate, era il Consorzio ad avere l’obbligo dietro corrispettivo del 12,5% degli utili che sarebbero stati realizzati dalla società di gestione dei Pini, a vendere gli appartamenti. O meglio, «a provvedere a tutte le attività di consulenza necessarie per la cessione del diritto di superficie delle foresterie». Da qui l’ipotesi di reato, per i tre presidenti del Consorzio che si sono susseguiti negli anni, di lottizzazione abusiva.
Ma se non direttamente, anche l’accusa di abuso d’ufficio contestata alla giunta Baldi sfiora il consorzio. La società Cerretelle, che era stata creata proprio per vendere quelle foresterie, sarebbe stata avvantaggiata dall’amministrazione: nel caso di vendita di appartamenti a privati, avrebbero guadagnato di più di quello che avrebbero ottenuto cedendo quelle case agli addetti dell’ippodromo. Risparmiando quasi 850mila euro dagli oneri di urbanizzazione calcolati appunto dall’amministrazione come derivanti dalla realizzazione di foresterie e non di abitazioni private . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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