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vertenza mabro

Barontini diffida la Rsu Oggi presidio in piazza Dante

di Matteo Baccellini

GROSSETO. Gli stipendi latitano, gli incontri pure. Ma intanto alla Mabro prosegue la battaglia, anche sul filo dei nervi, tra la proprietà e le vestaglie azzurre che reputano largamente...

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GROSSETO. Gli stipendi latitano, gli incontri pure. Ma intanto alla Mabro prosegue la battaglia, anche sul filo dei nervi, tra la proprietà e le vestaglie azzurre che reputano largamente insufficiente l’incontro di venerdì scorso a Firenze con l’assessore Simoncini, malgrado lo sblocco ottenuto della Cigs di settembre.

Ieri dopo il turno lavorativo, terminato alle 14, in un’assemblea di una quarantina di lavoratrici è intervenuto l’amministratore unico Andrea Barontini. Toni non esattamente amichevoli, se è vero che ha minacciato di diffidare una parte della rappresentanza sindacale «di diffondere notizie false e tendenziose solo per portare gente in piazza e protestare».

Un’accusa con destinatari ben precisi, raccolta subito da Nadia Perino della Rsu. «Credo di fare parte delle quattro-cinque persone a cui Barontini si riferisce - dice - non capisco a quale notizie si riferisca, di sicuro aspettiamo sempre gli stipendi di alcuni mesi questa purtroppo è la cosa che conta». La mancata retribuzione è quella dei mesi di ottobre (di cui è arrivato solo un anticipo), novembre oltre alla tredicesima.

E oggi le dipendenti Mabro tornano in piazza Dante. Stavolta il presidio alle 14,30 è di fronte alla Provincia.

Intanto non si placa la polemica con l’ex segretario generale della Cgil Lorenzo Centenari. Le lavoratrici Mabro iscritte alla Cgil grossetana replicano a Centenari, che aveva criticato le rappresentanze sindacali «che attuano un comportamento ai margini della sopportazione».

Così facendo «ci offendi - scrivono le lavoratrici a Centenari - ci consideri delle oche che non ragionano con la loro testa e seguono solo le loro rappresentanti. Eppure ci abbiamo riflettuto quando ti inviammo la richiesta di non occuparti più della nostra vicenda».

Le lavoratrici Mabro ricordano che «quando in un’azienda in crisi la proprietà è nascosta dietro fiduciarie e non investe un euro, crediamo che un normale sindacalista debba fare il possibile per scoprirlo e chiederlo con insistenza in ogni occasione, altrimenti svolgerebbe pessimamente il proprio lavoro. Ma se il sindacalista non lo chiede significa che lo sa già e condivide le scelte fatte dall’azienda, anche se danneggiano i lavoratori i cui posti di lavoro dovrebbero essere difesi ad oltranza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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